LA PINACOTECA TIFERNATE HA RIAPERTO CON IL RESTAURO DELLA GRATA DELLE MONACHE AD OPERA DEL ROTARY CLUB

CITTÀ DI CASTELLO – Riparte anche il settore della cultura: a Città di Castello ha riaperto i battenti la Pinacoteca comunale ospitata a Palazzo Vitelli alla Cannoniera e per l’occasione è stata collocata la grata delle monache risalente al 1500, dopo il restauro effettuato dall’artista Lucio Duchi e finanziato dal Rotary Club Città di Castello del presidente Giorgio Ceccarelli
“E’ nuovamente possibile – ha commentato l’assessore alla cultura Vincenzo Tofanelli – visitare i nostri musei, la Pinacoteca ed il Museo malacologico Malakos. Abbiamo dato tutte le disposizioni per aprire in sicurezza, con il distanziamento per i turisti. In videoconferenza con l’assessore regionale Agabiti abbiamo discusso l’idea di una card per tutti i musei dell’Umbria, nello spirito di allungare i tempi di permanenza dei visitatori. Ringrazio il presidente del Rotary Club Città di Castello perché è stata ripristinata la grata delle monache situata dentro la Pinacoteca, che sarà un valore aggiunto. Stiamo lavorando anche alla riapertura della Biblioteca in forme alternative, ma per la presenza dobbiamo attendere: anche la Biblioteca però ripartirà, sperando che possa tornare ad essere quella di prima”.
Silvia Consigli, operatrice della cooperativa sociale “Il Poliedro” che gestisce il museo tifernate, ha aggiunto: “Siamo molto felici di riaprire dopo questo lungo periodo di stop. È un invito rivolto soprattutto ai tifernati: non andate in giro, venite a trovarci, perché il percorso è stato riarticolato in sicurezza, in modo da separare l’entrata e l’uscita. Gli orari sono dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 e dalle 18.30. Abbiamo riaperto con la bella sorpresa rappresentata dalla grata delle monache che fu commissionata da Beatrice Vitelli, figlia di Alessandro Vitelli e Angela Paola di San Secondo Rosso Parmense: la si trova all’ingresso”.
“Il Rotary Club Città di Castello – ha affermato il presidente Giorgio Ceccarelli – è molto orgoglioso per aver contribuito al recupero di quest’importante opera, che risale al 1500 e probabilmente fu commissionata da Beatrice Vitelli quando nel 1536 entrò nel monastero. Abbiamo pensato che in questo momento di ripartenza, oltre alle attività economiche, anche il ritorno al bello, alla cultura ed al valore aggiunto che essa conferisce al territorio potesse essere di stimolo per tutti, oltre che ciò che distingue l’Italia nel mondo. Ringrazio il sindaco Luciano Bacchetta, la Soprintendenza che ha autorizzato il trasferimento, il maestro d’arte Lucio Duchi che ha eseguito il restauro e tutti coloro che hanno contribuito”.

La grata proviene dal monastero di Ognissanti delle Terziarie Agostiniane di Città di Castello: serviva alle suore per seguire i riti non viste ed arrivò in Pinacoteca nel 1927. Sembra che insieme ad altri arredi sacri fosse stata commissionata da Beatrice Vitelli per la stessa chiesa. La grata (1,65 metri per oltre 5 metri) è formata da una serie di intagli a traforo disposti entro pannellature rettangolari che si ripetono. Ha un’iscrizione neoquattrocentesca “Probatio. Dilectionis. Exibitio. Est Operis” ed è molto simile a quella esistente nel coro delle Clarisse Urbane di Città di Castello.

Territorio: CIttà di Castello