A proposito della modifica IVA prevista nella bozza di legge di bilancio

A proposito della modifica IVA prevista nella bozza di legge di bilancio

10 Dic 2020

Al momento parliamo solo di una “ipotesi” che potrebbe poi essere accantonata nel testo finale della Legge.

Per questo, si ritiene per ora sufficiente e opportuno limitarsi alla presente breve nota informativa, redatta per il Cesvol Umbria dal Dott. Giuseppe Campana, dottore commercialista, esperto del Terzo Settore e docente in diversi appuntamenti formativi proposti dal Cesvol*.

Nella bozza della Legge di Bilancio per il 2021 (ex finanziaria), attualmente in discussione in Parlamento, è prevista una norma che, se poi effettivamente approvata, sarebbe destinata a incidere profondamente sulle modalità di amministrazione delle entrate di un gran numero di Associazioni ed Enti Non Profit. In particolare, l’attuale bozza della Legge di Bilancio prevede, all’art 108, un superamento dell’attuale previsione di esclusione  dal campo di applicazione dell’Iva dei corrispettivi (quote specifiche e supplementari) versate dai soci e associati per la partecipazione (e relativi ottenimenti di beni e servizi) alle attività svolte dagli enti associativi (associazioni religiose, assistenziali, culturali, sportive  di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra scolastica della persona) di appartenenza, in conformità alle proprie finalità istituzionali. Che, secondo detta “ipotesi di norma”, dovrebbero invece essere trattate come operazioni rientranti nel campo di applicazione dell’Iva, seppur in esenzione.

Che cosa potrebbe di fatto cambiare.

Sotto il profilo sostanziale, nell’uno e nell’altro caso il valore della cessione ai soci e associati non sarebbe “inciso” da Iva; cioè rimarrebbe immutato. Ovvero non ci sarebbe imposta da calcolare, da sottrarre all’importo ricevuto e versare poi allo Stato.

Sotto il profilo amministrativo e gestionale però cambierebbe molto. Perché, mentre oggi, in sostanza, per dette operazioni non ci sono adempimenti da porre in essere ai fini IVA (essendo per l’appunto gli stessi “esclusi” dal relativo campo di applicazione, e quindi dai relativi adempimenti) in caso di approvazione della citata norma, da gennaio prossimo gli enti interessati dovranno (sopportandone i relativi aggravi, e fatto salvo la possibilità di utilizzare eventuali dispense o semplificazioni) porre in essere tutti gli aspetti formali inerenti le “operazioni esenti da IVA”. Ovvero, seppur in estrema sintesi: aprire (per chi già non l’avesse per altri motivi) una partita iva; emette fattura (o ricevuta fiscale) per ciascuna operazione; tenere una specifica contabilità separata ai fini iva; redigere e inviare le dichiarazioni annuali e periodiche.

Sul punto, tralasciando ogni ulteriore osservazione circa l’opportunità di prevedere in un simile momento di difficoltà una modifica normativa finalizzata al superamento di una “contestazione” dell’Unione Europea di più di dieci anni fa, si evidenzia che molte sono le posizioni e pressioni dirette a far sì che in sede parlamentare non venga effettivamente poi approvata una norma che così tanta preoccupazione sta destando (per i contenuti e le tempistiche della previsione) nel mondo del Terzo Settore.

Tra tutte di seguito si riporta un estratto della nota emanata sul punto dalla portavoce del Forum Nazionale del Terzo SettoreClaudia Fiaschi

“Il Terzo settore è stato duramente colpito dalla crisi della pandemia, moltissime attività sono state sospese e rischiano di non riaprire più; questa iniziativa rischia di dare il colpo finale a gran parte del non profit. Da una parte viene stanziato un fondo straordinario per il Terzo settore non commerciale, intervento positivo anche se ancora insufficiente, dall’altra gli si complica la vita con nuova burocrazia e nuovi costi: una scelta francamente incomprensibile… Ancora più grave è che in questo modo si cancella per legge l’idea stessa di mutualismo, uno dei valori fondanti della solidarietà ed elemento caratterizzante del Terzo settore italiano perché cosi tutto viene assimilato al consumo individuale. Ci auguriamo che Governo e Parlamento ci ripensinoAbbiamo accettato di buon grado le nuove stringenti norme di trasparenza, a volte più impegnative che per tanti soggetti profit. Ci aspettiamo ora che gli apprezzamenti che vengono rivolti quotidianamente alla meritorietà delle nostre azioni si traducano in norme fiscali coerenti con lo spirito della riforma. Senza una fiscalità effettivamente premiante è tutto l’impianto della riforma ad andare in crisi. Nei prossimi giorni terremo una serie di incontri con esponenti del Governo e del Parlamento: chiederemo la modifica dell’art. 108 e l’introduzione in Legge di Bilancio di alcune modifiche interpretative della parte fiscale del Dlgs 117/17. Sono richieste di buon senso, abbiamo fiducia che saranno ascoltate”.

Auspicando quindi, anche da parte nostra, che vi possa essere un rapido e positivo superamento della posizione attuale, ci riserviamo di aggiornarvi in base all’evoluzione della stessa.

 

*OSSERVATORIO SOCIALE, rassegna settimanale di fatti e approfondimenti sui temi del Terzo Settore a cura del CESVOL UMBRIA

Per approfondimenti e richieste, ma anche segnalazioni, scrivere a regionale@cesvolumbria.org