“Ai giovani va insegnata un’economia umanistica. Concordo col pensiero dell’arcivescovo Delpini” – afferma l’economista Giulio Sapelli

“Ai giovani va insegnata un’economia umanistica. Concordo col pensiero dell’arcivescovo Delpini” – afferma l’economista Giulio Sapelli

24 Feb 2021

Speculazione. C‘è chi è riuscito ad arricchirsi sfruttando l’emergenza Covid. L‘Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha affermato come “quasi nessuno sta lavorando a un’economia più umanistica”. Anche leconomista Giulio Sapelli spiega: “necessità in tutto il mondo di un’economia umanistica, anziché distruttiva”.


E’ proprio l’accademico, storico, dirigente aziendale ed economista Giulio Sapelli a sottolineare la direzione che dovrebbe prendere il pianeta, a partire dalle giovani generazioni. “La formazione degli economisti è un tema che esiste in tutto il mondo. Questo perché l’economia è diventata sempre più una dimensione da matematici, in cui si applicano delle regole e dei modelli. Che in effetti sono ideologici. Per esempio il concetto di “mercato in equilibrio” è un presupposto molto difficile da verificare nella realtà ed è costruito sulle idee di Léon Walras e Vilfredo Pareto, tra ‘800 e ‘900. L’idea secondo la quale il sistema economico non richiede interventi esterni per regolarsi, in particolare non necessita l’intervento di una volontà collettiva razionale. Qualcosa che è stato totalmente stravolto nel suo senso. L’economia nasce con i fisiocratici e fino alla fine dell’800 rimane una scienza sociale. I giovani economisti di oggi pensano invece che addirittura si tratti di un’appendice delle scienze natuali. Uno scientismo che ci sta conducendo alla disgregazione”.

 

 

Questo porta, tra l’altro, alla finanziarizzazione i cui effetti si stanno vedendo drammaticamente oggi, con il Covid. E l’economista Giulio Sapelli, infatti, aggiunge che “il virus rende manifesto che come la vittoria della pandemia non si può ottenere solo con gli strumenti medicali ma anche con una comprensione antropologica e sociologica delle popolazioni umane così lo stesso vale con l’economia. La scienza che dovrebbe aiutare più la medicina è la statistica. Ma nessuno la sa più fare. Hanno recepito le scienze statistiche dalla obsolescenza dell’economia, la grande statistica costruita dei cosiddetti pattern, modelli basati sul comportamento umano, è stata soppiantata da una statistica meramente quantitativa che non ci permette di capire più nulla dei fenomeni. È lo stesso tipo di problema, la prova di un’economia che non aiuta più l’umanità ma la distrugge”.

Michele Baldoni