ALLUVIONE IN UMBRIA, ATTIVATO SOSTEGNO DI ANCI UMBRIA ED ANCI UMBRIA PROCIV AI COMUNI COINVOLTI

ALLUVIONE IN UMBRIA, ATTIVATO SOSTEGNO DI ANCI UMBRIA ED ANCI UMBRIA PROCIV AI COMUNI COINVOLTI

26 Set 2022

PERUGIA – Una visita che ha l’obiettivo di fare il punto della situazione e garantire il sostegno ai comuni della regione che hanno riportato danni dall’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi Umbria e Marche. Venerdì 23 settembre Michele Toniaccini e Silvio Ranieri (rispettivamente, presidente e segretario regionale di ANCI Umbria), insieme a Francesca Procacci (coordinatore e referente tecnico dei comuni coinvolti per ANCI Umbria ProCiv), hanno fatto visita ai sindaci di Pietralunga, Gubbio e Scheggia e Pascelupo, 3 dei 12 amministratori che hanno fatto richiesta alla Regione Umbria del riconoscimento dello stato di calamità (gli altri sono Città di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Nocera Umbra, Sigillo ed Umbertide).

 

“L’impegno di ANCI Umbria – commenta Michele Toniaccini – sarà quello di stare vicino ai territori colpiti dalla recente alluvione, non solo per fargli sentire la nostra solidarietà, ma anche per supportarli e tenere alta l’attenzione sull’iter procedurale che hanno attivato. Siamo solidali con i territori delle Marche, ma anche l’Umbria ha subìto danni ingenti. I nostri comuni colpiti non devono passare in secondo piano, ma devono essere attenzionati. Sarà compito di ANCI Umbria supportarli nella quantificazione dei danni, nella gestione dell’iter procedurale, nel farsi portavoce delle loro difficoltà e nel farsi promotrice verso tutti i livelli istituzionali. In questi giorni i tecnici di ANCI Umbria ProCiv hanno aiutato i Comuni nel gestire l’emergenza, ora ci supporteranno in questa fase e voglio ringraziarli per la prontezza, la qualità e la professionalità che, come sempre, dimostrano di avere”.

 

“Ringrazio Michele Toniaccini e Silvio Ranieri – afferma Mirko Ceci, sindaco di Pietralunga – per la solidarietà e la visita effettuata insieme a Francesca Procacci di ANCI Umbria ProCiv, che ci ha offerto un supporto importante durante l’emergenza. Ora stiamo quantificando i danni che, da una prima e parziale stima, ammontano a circa 5 milioni di euro solo per il pubblico, senza valutare gli interventi sul fiume e sulle strade provinciali che sono state interessate da numerose frane. In più ci sono tutti i privati e le imprese, ne abbiamo 2 che non sono in grado di riaprire, sono andati distrutti tutti i macchinari. Serviranno tempo e soldi. Auspichiamo che venga riconosciuto lo stato di calamità in modo da poter programmare interventi immediati come quelli che riguardano la messa in sicurezza di alcune strutture di privati a causa delle frane, per evitare un peggioramento. Ad oggi, ammontano inoltre a 100.000 euro le spese affrontate del Comune, sostenute con le somme urgenze relative all’impiego dei mezzi per il movimento terra e le spese connesse. Alcuni tratti del fiume andavano sistemati ed era necessario intervenire immediatamente. Ringrazio tutti per il supporto che ci hanno dato per gestire l’emergenza: dalla Regione Umbria alla Protezione Civile, da ANCI ProCiv alle forze dell’ordine”.

 

“Il Comune di Scheggia e Pascelupo – spiega il sindaco Fabio Vergari – insieme a quello di Pietralunga è quello dove in Umbria si sono avute le conseguenze più gravi. È arrivata una quantità d’acqua mai vista prima. Ci siamo rimboccati le maniche e stiamo tornando alla normalità. Abbiamo danni importanti sia sulla viabilità pubblica che sul patrimonio privato. È importante che il Governo riconosca la calamità naturale, come ha fatto per la regione Marche: è questo l’unico modo per dare ristoro ai privati. Solo così possiamo risollevarci. Ringrazio la Regione per il supporto che ci ha dato fino a questo momento, la Protezione Civile, ANCI Umbria ProCiv e i volontari per la prontezza dell’intervento e l’aiuto”.

 

“Anche noi – racconta Filippo Stirati, sindaco di Gubbio – abbiamo riportato danni seri nella parte nord ovest del territorio, già quantificati in oltre 2 milioni di euro per la parte pubblica. Ci inchiniamo di fronte alle vittime delle Marche, ma speriamo di non essere dimenticati. Abbiamo ingenti danni alla strada provinciale 208 che porta a Burano, molti dissesti e zone franose nell’area più interna del territorio che fa tutt’uno con quello marchigiano. Lo stato di calamità è necessario: anche i privati hanno avuto molti danni, a partire dalle attività turistiche ed imprenditoriali. Voglio fare un appello alla Regione e ai Parlamentari che saranno eletti affinché questi territori non vengano abbandonati”.