CORONAVIRUS, INVIATO RESOCONTO EPIDEMIOLOGICO AD ANCI E 31 SINDACI – CONFRONTO CON LE USL CASO PER CASO PER TROVARE MIGLIORI MISURE CONTENITIVE

CORONAVIRUS, INVIATO RESOCONTO EPIDEMIOLOGICO AD ANCI E 31 SINDACI – CONFRONTO CON LE USL CASO PER CASO PER TROVARE MIGLIORI MISURE CONTENITIVE

1 Feb 2021

PERUGIA – Verso le ore 13 di domenica 31 gennaio la Sanità regionale ha inviato all’Anci ed a 29 Sindaci umbri (altri 2 se ne sono aggiunti in seguito) un resoconto della situazione epidemiologica, con allegati i pareri del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e del Nucleo Epidemiologico regionale, così come richiesto al termine del lungo e costruttivo confronto intercorso nel pomeriggio si sabato tra la Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, il Commissario regionale all’emergenza Covid Massimo D’Angelo ed i Sindaci dei 29 territori maggiormente interessati dall’incremento di cittadini positivi al Covid in rapporto al totale degli abitanti.

Nella stessa riunione i Sindaci di tali territori avevano concordato nell’attuazione delle misure restrittive, suggerite dalla Regione a seguito di un documento inviato alla Presidente dal Commissario al Covid e del verbale del CTS, fatta eccezione per la sospensione delle lezioni in presenza per le scuole primarie e secondarie. Su tale argomento era stata infatti richiesta la nota della Sanità, inviata come detto domenica, in cui vengono evidenziate le varie situazioni territoriali ed i correlati pareri scientifici.
Nella stessa nota si sottolinea la più ampia disponibilità da parte della Sanità regionale a discutere con i Sindaci, attraverso le Usl, le singole circostanze territorio per territorio, soprattutto per i comuni sotto i 5.000 abitanti in cui spesso l’incidenza di nuovi casi, seppur percentualmente elevata, corrisponde ad un numero assoluto di positivi contenuto.
La metodologia adottata dalla Regione Umbria, di cui sono stati messi a conoscenza sia il Ministro della Salute Speranza sia il Prefetto di Perugia Gradone, si è resa necessaria proprio per l’andamento difforme del contagio da comune a comune. Difformità che non permette un’ordinanza unica regionale, ma che necessita di specifiche decisioni territoriali, fermo restando, come detto, il pieno supporto della Sanità e della Regione.