DEGANI, PRESIDENTE UNEBA LOMBARDIA: “CONTAGI CORONAVIRUS, LE RSA TUTELANO LA NOSTRA SALUTE, VALORIZZIAMOLE”

DEGANI, PRESIDENTE UNEBA LOMBARDIA: “CONTAGI CORONAVIRUS,  LE RSA TUTELANO LA NOSTRA SALUTE, VALORIZZIAMOLE”

6 Set 2020

Coronavirus inizio settembre 2020. Mentre in Italia i contagi salgono, cresce la paura per le Residenze Sanitarie Assistenziali. “Servono investimenti: le RSA vanno considerate al centro del sistema di tutela della salute”, sottolinea il presidente UNEBA Lombardia, Luca Degani.

 


Durante la pandemia da coronavirus, il simbolo della crisi sanitaria sono state le RSA, con migliaia di contagi e decessi. Oggi il timore è una nuova situazione drammatica. Per Luca Degani, avvocato e presidente di UNEBA Lombardia Unione Nazionale Istituzioni E Iniziative Di Assistenza Sociale, “serve un percorso di screening per gli ospiti e per il personale. Qualsiasi evenienza che determini uno stato infettivo va presa in carica immediatamente”.

 


Rsa pronte ad affrontare l’aumento dei contagi?                Bisogna fare di più, afferma Luca Degani, presidente UNEBA Lombardia. “Quel poco che è nelle competenze delle RSA è stato messo in campo, ma non basta. Siamo preoccupati se dovesse esserci una nuova ondata di infezioni. C’è la percezione che non siano stati appresi tutti gli insegnamenti, dai primi mesi di pandemia da coronavirus. SI tratta di un virus altamente infettivo su tutta la popolazione. Ha però capacità di colpire letalmente soggetti anziani con più patologie, quindi in situazioni di immunodepressione. Questo aspetto va sottolineato. I dati dicono che prima facevamo tamponi ai sintomatici, oggi invece alle persone che rientrano dalle vacanze, quindi a una popolazione più giovane. Se i controlli fossero a tappeto, scopriremmo la mediana della normale età della popolazione italiana. Però, per capire se è cambiato qualcosa rispetto alla prima ondata, dovremmo farli sulla popolazione anziana. Certamente il mondo delle RSA ha una grande preoccupazione anche dal un punto di vista economico: molte strutture hanno dovuto chiudere”.

 


La prevenzione: cosa si poteva fare                 Luca Degani, presidente UNEBA Lombardia, spiega che “sarebbe utile avere garanzia, laddove ci fosse una seconda fase coronavirus, da parte dell’autorità pubblica di strumenti di protezione, percorsi di cure e prese in carico. Ad esempio, non abbiamo visto quasi in nessuna parte d’Italia un modello che garantisca un corretto rapporto tra azienda ospedaliera e mondo delle RSA. Gli specialisti devono poter entrare nelle RSA anche solo con le loro competenze attraverso il web. Facciamo un’azione di screening e di prevenzione, come ci è stato detto strada facendo. Questo ancora ci manca, in Lombardia e in tutta Italia. Mi aspetto soprattutto la certezza che questa volta i dispositivi di protezione individuale non siano carenti. E’ un compito dello Stato, ma non nego che molte regioni hanno dato indicazioni al riguardo. Oggi stiamo molto attenti ai numeri delle infezioni, mentre pochissimo attenti a quello che ci hanno insegnato l’età dei decessi e il rapporto tra acuzie, cronicità e territorio” .

 


Spostare degenti a domicilio, una possibilità o un miraggio                   La domiciliarità è importante, così come l’esistenza di unità che operino direttamente sul territorio. E’ utile per supportare eventuali situazioni infettive, sottolinea Luca Degani, presidente UNEBA Lombardia. “Le RSA adesso devono essere al centro del sistema di tutela della salute, con anche un’attenzione economica. Mentre vengono fatte normative che finanziano il Sistema Sanitario Nazionale pubblico, sarebbe il caso di ricordare che questo servizio è fornito dal privato sociale. Se non si possono finanziare questi soggetti, l’ampliamento di questa attività non si può realizzare. Stiamo ragionando come se fossimo in un sistema tutto a erogazione pubblica, quando è notorio che in Italia così non è”.

Michele Baldoni