Dietro la maschera… noi

Dietro la maschera… noi

26 Gen 2024

PERUGIA – Quinto appuntamento editoriale per “Liberi di pensare, pensieri e parole dal carcere. ”Nell’introduzione al libro, edito da Cesvol Umbria ETS per l’Associazione “Nel nome del rispetto”, Antonella Grella, Direttore Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia, esplicita il significato più profondo al quale attinge l’esperienza portata avanti dal 2021 dal Centro Servizi, che ha potuto così incontrare lungo il cammino anime nobili che possono illuminare percorsi e speranze.

Il libro sarà presto consegnato agli autori, i detenuti del Nuovo Complesso Penitenziario e alle loro famiglie, ed è anche disponibile presso la sede dell’associazione “Nel nome del rispetto odv”, che si trova a Foligno in Via Umberto I, 48. Contatti: info@nelnomedelrispetto.it – Contatti telefonici: 3342488291- 3497339239.

“Un ringraziamento sincero a coloro che hanno reso possibile il corso di scrittura creativa all’interno del reparto femminile del Nuovo Complesso penitenziario di Perugia “Capanne”.

Un grazie a Francesca Gosti che con dedizione ha deciso di portare all’interno del carcere la sua passione per la scrittura.

Un grazie anche al Cesvol che, nell’ambito delle sue attività istituzionali, ha pensato di sostenere questo progetto.

Grazie per avere dimostrato sensibilità per il mondo penitenziario non considerandolo come un contesto avulso dalla realtà quotidiana, ma parte della società che non può e non deve fare finta che non esiste.

Il mondo del carcere non deve essere un mondo dimenticato e la società libera deve farsi carico dei detenuti.

Un carcere che funziona è un carcere che si contamina con la società civile che deve prendere coscienza che quel mondo è parte della propria comunità e di quel mondo occorre farsi carico offrendo opportunità lavorative, culturali, ricreative per evitare che le persone recluse, una volta terminata la pena e varcate le porte del penitenziario, tornino a delinquere.

Solo attraverso un dialogo costante del mondo penitenziario con il mondo esterno si può perseguire la finalità della pena che è quella di aiutare una persona che ha commesso degli errori a reinserirsi nella società.

Non si può dimenticare che dietro ogni persona che fa ingresso in carcere c’è un essere umano con un proprio vissuto fatto di sofferenze, dolori che deve essere affidato alle cure delle istituzioni per essere aiutato a riscrivere la propria vita.

Il carcere deve curare e risanare offrendo alla persona opportunità di reinserimento. Ed è in questa prospettiva che il raccontarsi può essere terapeutico.

La scrittura può guarire tanti mali, può aiutare a ripercorrere a ritroso la propria vita apprezzando anche i momenti di dolore e tormento. Scrivere aiuta ad aprire la strada al confronto con il prossimo, ad interiorizzare e rielaborare la propria storia, superando momenti di sofferenze, di depressione.

I brani che costituiscono questa raccolta sono storie di vita che posso essere da esempio per gli altri e da supporto per se stessi, aiutando a rielaborare le proprie esperienze e a dare un senso e una direzione alla propria vita.

 

Direttore Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia

Antonella Grella