ECCEZIONALE SCOPERTA SCIENTIFICA TARGATA “MALAKOS” DI SPECIE DI CONCHIGLIE PER L’ISOLA DI ASCENSIONE

ECCEZIONALE SCOPERTA SCIENTIFICA TARGATA “MALAKOS” DI SPECIE DI CONCHIGLIE PER L’ISOLA DI ASCENSIONE

1 Apr 2022

CITTÀ DI CASTELLO – Eccezionale scoperta scientifica targata “Malakos”. Sperduta nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico e distante 1600 km. dalle coste equatoriali dell’Africa e quasi 1300 km. dall’Isola di Sant’Elena, l’Isola di Ascensione è uno dei piccoli paradisi che necessita ancora di essere studiata approfonditamente: le sue acque nascondono un numero ancora imprecisato di piccole specie ancora sconosciute alla scienza. Una missione belga dell’estate 2021 ha permesso di raccogliere un’impressionante quantità di sedimenti marini superficiali, campionati con una serie di immersioni subacquee fra i 10 ed i 30 metri di profondità. Lo scrupoloso esame di questi preziosi materiali ha permesso agli specialisti di individuare alcune conchiglie che da subito sono apparse come non accostabili a nessuna delle specie conosciute della famiglia alla quale appartengono. Il lavoro prezioso sulla Famiglia Cerithiopsidae alla quale appartengono gli esemplari ritrovati ed in particolare quello che ha visto protagonisti il dott. Andrea Nappo (specialista del settore in forza al Museo malacologico Malakos di Città di Castello), assieme al collega belga dott. Frank Swinnen, dopo un attento confronto di tutte le specie conosciute per questo settore del Medio Atlantico equatoriale ha confermato che erano state individuate ben quattro specie ancora sconosciute.

 

“Complimenti vivissimi – dichiara il prof. Gianluigi Bini – agli autori di questa nuova scoperta che ha permesso fra l’altro di intitolare una delle nuove specie al malacologo empolese Attilio Pagli, altro esperto in forza al nostro museo cittadino Malakos, battezzandola Cerithiopsis paglii“.

Gianluigi Bini, 70 anni, biologo fiorentino trapiantato da oltre 20 anni a Città di Castello, è fondatore nel 2005 di “Malakos”, a tutti gli effetti la collezione privata più grande d’Europa (gestita dall’omonima Odv), con circa 600.000 esemplari catalogati: nel suo lavoro è affiancato dalle dottsse Debora Nucci (biologa, responsabile della direzione operativa del museo e di tutte le iniziative didattiche) e Beatrice Santucci (naturalista e biologa dell’evoluzione), che da circa oltre un anno si occupa della ricerca.

L’assessore alla cultura Michela Botteghi, nel commentare quest’importante scoperta scientifica e i risultati successivi ottenuti da esperti mondiali della malacologia, ha affermato: “Il museo “Malakos” è ormai divenuto un centro di studio e ricerca capace di catalizzare l’attenzione e l’interesse di studiosi, esperti ed Università italiane e straniere, con inevitabili ricadute positive per il territorio locale e regionale”.

 

Il polo scientifico Museo malacologico “Malakos”, è aperto al pubblico dal martedì al venerdì con orario 10-12,30 e 15-17 (fino alle 18 nei week-end e festivi). Chiuso il lunedì, 25 dicembre e 1° gennaio.

Info: tel. 349/5823613 – 075/8552119

www.malakos.it

info@malakos.it

FB e IG: museo malakos.

Il Museo è su Google Arts and Culture ed è possibile fruire di foto ad alta risoluzione dei fotografi Anna Fabrizi ed Enrico Milanesi.

Google Arts ad Culture: Museo malakos.