GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, FONDI SUPPLEMENTARI DALLA REGIONE PER CENTRI ANTIVIOLENZA E CASE RIFUGIO

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, FONDI SUPPLEMENTARI DALLA REGIONE PER CENTRI ANTIVIOLENZA E CASE RIFUGIO

26 Nov 2020

PERUGIA – Palazzo Donini e Palazzo Cesaroni il 25 novembre si sono illuminati di rosso per dare un segnale visibile dell’adesione delle istituzioni regionali alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La Giunta regionale e l’Assemblea legislativa dell’Umbria hanno infatti accolto l’invito ad accendere fari rossi all’esterno dei due palazzi, così come proposto anche dalla presidente del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria, Caterina Grechi.
“La Regione – ha sottolineato la Presidente Donatella Tesei – continuerà a mettere in campo ogni azione al fine di contrastare la violenza sulle donne. Una violenza che spesso si consuma negli ambienti, come quello familiare, dove si dovrebbe trovare invece la massima protezione. Un fenomeno che vede mille sfaccettature, che colpisce fisicamente e psicologicamente, che utilizza i più svariati mezzi, come la cronaca attuale ci ricorda. Dobbiamo, tutti insieme ed ogni giorno, condannare fortemente i tanti episodi e dire un deciso “no” alla violenza di genere. Si devono creare i presupposti per aiutare le vittime a denunciare, ma anche e soprattutto per proteggerle e per educare l’intera società ad una cultura del rispetto”.

“In questo periodo segnato dal Covid – sottolinea l’assessore regionale al bilancio Paola Agabiti – abbiamo purtroppo registrato anche un aumento degli episodi di violenza sulle donne. Per questa ragione, oltre ai 200.000 euro già stanziati, abbiamo previsto ulteriori 100.000 euro a sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio umbre”.
Nella sua lettera di adesione all’iniziativa, anche il presidente dell’Assemblea legislativa regionale Marco Squarta sottolinea: “Il 25 novembre non deve essere solo una delle tante ricorrenze, ma deve fare passi avanti verso una grande alleanza tra le istituzioni, la società civile, le associazioni cattoliche e laiche, la scuola, l’università, il mondo dell’informazione, contro la violenza sulle donne e l’omertà di genere. Solo così possiamo garantire alle donne di poter beneficiare del più fondamentale dei diritti umani: il diritto a vivere una vita senza violenza”.