24 Giu 2026
PERUGIA – È in corso un importante dibattito sulla proposta di modifica degli articoli 3 e 38 della Costituzione italiana, legata a un Disegno di Legge approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Sulle pagine di Superando.it, Raffaele Goretti (Presidente della Fondazione Serena-Olivi di Perugia) interviene sul tema con una riflessione profonda che sposta l’accento dalla forma alla sostanza.
Pur concordando sulla necessità di superare e sostituire termini obsoleti come “minorati” (presente nell’art. 38), Goretti esprime alcune perplessità sull’inserimento esplicito della parola “disabilità” nell’articolo 3. Il rischio, infatti, è che una simile modifica si traduca in un fatto prettamente formale e simbolico.
«La vera sfida – scrive l’autore – non è soltanto modificare il testo della Costituzione, ma dare piena attuazione ai diritti già riconosciuti. Come Cittadino che vive la condizione di disabilità, ritengo che le politiche per la piena inclusione non possano rimanere semplici dichiarazioni di principio o norme prive di concreta attuazione, ma debbano essere accompagnate da misure capaci di rendere i diritti effettivamente esigibili».
Secondo Goretti, la priorità assoluta deve essere quella di garantire l’applicazione concreta dei princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009). Per trasformare i diritti scritti in “diritti vissuti” sono necessari interventi strutturali e finanziamenti adeguati in ambiti cruciali per la vita quotidiana: Accessibilità universale e mobilità – Inclusione scolastica e lavorativa – Servizi accessibili e salute – Vita indipendente e libertà di autodeterminazione.
Il dibattito sulla Costituzione deve quindi diventare un’opportunità per chiedere alle Istituzioni di andare oltre i simboli, eliminando gli ostacoli reali e costruendo una società autenticamente inclusiva.
L’articolo completo di Raffaele Goretti è disponibile su SUPERANDO, i temi della disabilità trattati con coraggio