Il Cesvol Umbria cerca protagonisti dell’impegno, per valorizzarne l’esperienza come buona pratica per la cittadinanza

Il Cesvol Umbria cerca protagonisti dell’impegno, per valorizzarne l’esperienza come buona pratica per la cittadinanza

31 Lug 2022

Oggi abbiamo incontrato Massimo Cartia, dell’Associazione La Rosa dell’Umbria ODV

TODI – L’innato spirito di volontariato di alcune persone rende possibile la fondazione di associazioni come la Rosa dell’Umbria, nata nel 2000 nella città di Todi.

Nel corso della vita dell’associazione, come racconta Massimo Cartia, molti sono stati gli interventi di soccorso e aiuto organizzati tra i quali: il terremoto dell’Aquila, l’alluvione ad Avellino, il sisma a Norcia e in Croazia, per poi arrivare ai viaggi effettuati verso il confine tra la Polonia e l’Ucraina per portare il necessario alla popolazione ucraina stravolta dalle atrocità della guerra. Quindi, La Rosa dell’Umbria non agisce solo a favore del bene della popolazione nazionale ma si carica della responsabilità di raccogliere sotto la propria ala di protezione e aiuto anche tutte le nazioni raggiungibili con i loro mezzi, con o senza coinvolgere il Ministero dell’Interno.

A tal proposito è importante sottolineare la preparazione delle persone coinvolte nell’associazione e dei loro mezzi. L’associazione ha a disposizione 50 mezzi e tutti sono mantenuti e revisionati in modo tale da essere sempre pronti all’uso, visto che i disastri naturali non hanno una programmazione e possono avvenire in qualsiasi momento, senza preavviso.

I volontari vengono definiti da Massimo Cartia come “la risorsa preziosa” e all’interno dell’associazione se ne possono contare oltre 100. Naturalmente i volontari, per far parte della Rosa dell’Umbria, non devono seguire alcun tipo di corso ma, secondo quanto previsto dalla nostra legge, coloro che vogliono diventare operativi durante le emergenze devono seguire innanzitutto il corso base di protezione civile e infine la specializzazione in una dei vari settori che si vorrebbe seguire (terremoti, servizio sanitario, incendi).

Come molte associazioni di protezione civile presenti sul territorio umbro, anche La Rosa dell’Umbria è rimasta sempre attiva in questi anni di pandemia. Massimo Cartia racconta di come già il 9 febbraio 2020, prima che venisse dichiarato il lockdown, era iniziato il loro sostegno per diverse famiglie. Nel momento in cui l’ospedale di Pantalla era stato dichiarato come “reparto covid”, l’associazione aveva provveduto al sostentamento del personale operante per il covid, con più di 100 pasti al giorno per una durata di 4 mesi. Uno degli interventi più significati per l’Umbria è stato il tracciamento dei positivi. Come ben sappiamo, a causa dell’alto numero di positivi, l’Asl ha avuto diverse difficoltà nel tracciamento dei positivi della regione e La Rosa dell’Umbria ha ricevuto le credenziali per la loro riorganizzazione. L’intervistato Cartia afferma che è stato un lavoro di grandi dimensioni e non è stato affatto semplice.

Sono molte le vicende cui la Rosa dell’Umbria e i suoi volontari hanno preso parte, a loro si può attribuire il merito della sicurezza soprattutto della popolazione umbra. La loro associazione si può definire come preparata, organizzata, caratterizzata dalla prontezza, dall’altruismo e dalla benevolenza. Non sono proprio queste le qualità del volontariato?

 

Sito web: https://www.larosadellumbria.org/

 

*intervista realizzata da MILENA DOSIJANOSKI, laureanda in Comunicazione Pubblicitaria presso l’Università per Stranieri di Perugia e tirocinante presso Cesvol Umbria – sede di Perugia.