Il Cesvol Umbria cerca protagonisti dell’impegno, per valorizzarne l’esperienza come buona pratica per la cittadinanza

Il Cesvol Umbria cerca protagonisti dell’impegno, per valorizzarne l’esperienza come buona pratica per la cittadinanza

29 Ago 2022

Oggi abbiamo incontrato Stefania Buoni dell’associazione COMIP APS  

 

TERNI – I figli, il dono più bello per i genitori e anche il futuro di una società. Spesso però questa società si dimentica di quanto sia importante il loro ruolo all’interno del nucleo familiare trascurando le loro necessità. Oggigiorno poca è l’attenzione che si rivolge al ruolo che hanno i figli all’interno di nuclei familiari in cui uno dei due genitori o entrambi soffrono di quelli che vengono chiamati “disturbi mentali”. C’è una forte disinformazione riguardo questo tema in quanto viene trattato poco e frequentemente anche in modo poco adeguato. Ciò che consegue è l’idea secondo la quale le persone vengono distinte in “malati mentali” e “sani” ma effettivamente vi è una differenza abissale tra questi? La risposta è no. Si è radicato negli anni un concetto che tende ad insabbiare il valore della salute mentale di tutte le persone, questo ha creato una sorta di pregiudizio, un vero e proprio “nascondere sotto il tappeto” i disturbi mentali solo per farsi etichettare come “sano”.

Un’altra questione che merita di essere approfondita e ascoltata riguarda i figli di genitori con disturbi mentali. È importante ricordare che non si parla di “parenti” in senso ampio come molti dicono ma di figli, coloro che vivono quotidianamente la situazione dei genitori e che si sentono impotenti, incapaci di cambiare da soli la situazione.

Sul territorio nazionale ma anche in quello europeo vi è un’associazione costantemente attiva che prende il nome di CHILDREN OF MENTALLY ILL PARENTS – A.P.S., COMIP – Figli di Genitori con Disturbi Mentali. Comip nasce con Stefania Buoni, Gaia Cusini ed altri soci, il 20 novembre 2017 “per dare voce a noi figli di genitori con un disturbo mentale in un panorama attuale che contempla unicamente i familiari adulti di persone con problemi di salute mentale”.

Ma partiamo dalla base. In un panorama attuale in cui il pensiero comune, ma anche quello professionale, è ancora ancorato al pensiero secondo il quale non esiste una guarigione dai disturbi mentali ma solo un loro contenimento. Molte persone affette da disturbi mentali sono riuscite a prendere in mano la loro vita e viverla serenamente e con stabilità. Parte del problema è costituito dalla mancata prevenzione e soprattutto dalla scarsa accessibilità per i figli alla psicoterapia di qualità nelle SSN, strumento definito “imprescindibile” da Stefania Buoni “per elaborare il loro vissuto e andare verso una migliore qualità di vita, ma non tutti se lo possono permettere in modo autonomo”.

Il raggio di azione dell’associazione Comip si estende in tutto il territorio italiano cercando di coinvolgere anche le istituzioni europee. Partendo però dalle iniziative nazionali, Comip agisce attraverso la piattaforma internet, strumento che permette loro di aiutare più persone contemporaneamente, concedendo loro la possibilità di partecipare al gruppo di auto mutuo aiuto fondato dalla stessa Stefania Buoni ben sei anni prima della nascita dell’associazione. Il gruppo di auto mutuo aiuto online è una community formata da figli, i quali possono esprimersi in libertà e in totale sicurezza per condividere la propria storia e confrontarsi con le esperienze di altri figli nella stessa situazione, supportandosi reciprocamente. In alcune situazioni è molto facile sentirsi soli e incompresi, “pensiamo al senso di colpa, alla rabbia, al difficile barcamenarsi tra il nostro diritto a spiccare il volo e vivere la nostra vita e un genitore che non sta bene e nei casi peggiori può diventare persino abusante e pericoloso”, motivo per il quale la community assume un ruolo fondamentale. Comip la si può trovare negli eventi delle Università e nei Centri di salute mentale che scelgono coinvolgerla, intercettando soprattutto persone e professionisti già a conoscenza di queste tematiche. Avendo l’intento però di estendere l’informazione alla società civile più allargata, l’associazione ha partecipato a manifestazioni sportive e culturali come Race for the Cure, il Good Deeds Day, il Festival della Lentezza con l’obiettivo di sensibilizzare il maggior numero di partecipanti e rimuovere lo stigma che circonda la salute mentale. Per ciò che riguarda le iniziative a livello europeo, l’associazione è “in contatto con Federazioni che riuniscono associazioni di caregiver familiari e familiari di persone con disturbi mentali, come EUROCARERS ed EUFAMI ed è proprio grazie a questa collaborazione che sono riusciti a portare le loro istanze al Parlamento Europeo a Bruxelles. Ma la loro voce è poco o per nulla ascoltata dai decisori politici che spesso evitano di volgere lo sguardo verso questa fascia di popolazione sovraccaricata da un peso emotivo e pratico troppo grande e che necessita di un cambiamento.

Naturalmente, gli eventi promossi da Comip sono stati molti ma uno degli eventi che li rende più orgogliosi è il primo compleanno dell’associazione, il 20 novembre del 2018, giornata caratterizzata dalla presenza e partecipazione della Nazionale Italiana di Calcio a Cinque dei Pazienti Psichiatrici, con una partita contro la squadra locale e la proiezione del documentario “Crazy for Football”. L’ultimo evento che li emoziona particolarmente nel 2021 ha visto coinvolte 45 scuole di 10 diverse regioni con la proiezione online del film svedese “King of Atlantis”, portato per la prima volta in Italia proprio dall’Associazione, dove il protagonista è un figlio con il papà affetto da schizofrenia. Quest’ultimo evento assume molta importanza per il semplice fatto che rendendo partecipi le istituzioni scolastiche, si da’ agli studenti una base di conoscenza dell’argomento e soprattutto si riesce a dare la giusta attenzione a coloro che sono coinvolti direttamente nel problema.

Nel corso della vita dell’associazione sono stati pubblicati due libri in collaborazione con il Cesvol che si intitolano “Quando Mamma O Papà Hanno Qualcosa Che Non Va – miniguida alla sopravvivenza per figli di genitori con un disturbo mentale” e “Un Dolore Nascosto – la comprensione come chiave per il supporto dei figli di persone con un disturbo mentale e del loro contesto familiare”, per informazioni si può visitare il sito buonacausa.org.

Il primo libro (https://buonacausa.org/cause/libro-quando-mamma-o-papa-hanno-qualcosa-che-non-va ) , scritto da Stefania Buoni, è definito come “miniguida” in quanto è un insieme di risposte e argomentazioni riguardo alle domande che un figlio può porsi, domande alle quali nessuna persona che non è dentro una determinata situazione può rispondere; “avrei voluto che il resto del mondo si mettesse almeno un po’ nei miei panni, mi capisse e non mi caricasse di altri pesi e problemi dovuti all’incomprensione. Il secondo invece (https://buonacausa.org/cause/progetto-un-dolore-nascosto ) “nasce da un lavoro di ricerca qualitativa che attinge direttamente alle esperienze vissute in prima persona da figli, oggi adulti, che hanno ripercorso fasi salienti della loro vita con un genitore affetto da un disturbo psichiatrico”. Da qui, l’autrice Gaia Cusini è riuscita a sviluppare delle linee guida per tutti i professionisti del settore al fine di migliorare l’assistenza verso i bisogni dei figli.

Anche Comip, come moltissime altre associazioni, è stata colpita duramente dalla pandemia, con la diminuzione delle energie necessarie per portare avanti un carico gravoso quale è quello di un’associazione. Molti sono stati i passi avanti fatti nel corso degli anni, ma l’avvento del Covid-19 ha portato al venir meno di moltissime opportunità che si stavano aprendo.

La strada è lunga dinanzi all’associazione, una strada in salita e con molti ostacoli, situazione che potrebbe essere risolta in parte con un maggior ascolto e maggior interesse, e azioni concrete per la prevenzione in salute mentale. L’appello è a “non lasciare sole le associazioni composte da persone che hanno già vissuto e contiuano a vivere le difficoltà per cui si battono e a non caricarle dell’onere di prestare loro l’assistenza che manca”. Comip sensibilizza proprio affinché tutti facciano la loro parte: “Ci vuole un villaggio!”.

Stefania Buoni lascia un messaggio prezioso a tutti i figli di genitori con disturbi mentali: non è colpa tua e non è compito tuo salvare tuo papà o tua mamma, anche se lo desideri con tutto il cuore, hai diritto a vivere la tua vita e ad essere felice, ma so quanto sia difficile se i tuoi non stanno bene”.

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*intervista realizzata da MILENA DOSIJANOSKI, laureanda in Comunicazione Pubblicitaria presso l’Università per Stranieri di Perugia e tirocinante presso Cesvol Umbria – sede di Perugia.