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Il Covid non ferma la Festa del Rione de’ Fabri

Il Covid non ferma la Festa del Rione de’ Fabri

TERNI – “Anche quest’anno, pur con tutte le difficoltà legate all’emergenza Covid, siamo riusciti ad organizzare la Festa del Rione de’ Fabri. Abbiamo immaginato di farla vivere per tre week end proprio per consentire a tutti di partecipare alle numerose iniziative”.
Lorenzo Gianfelice, presidente del Centro Sociale Culturale Ricreativo “Guglielmi”, si appresta ad inaugurare la festa che animerà uno degli angoli più suggestivi della “vecchia” Terni
Il via domani, venerdì 18 settembre, per un evento che proporrà arte, laboratori per bambini, musica, letteratura, socialità, mercatino artigianale ed approfondimenti su varie tematiche di interesse generale.
La altra novità di quest’anno è il coinvolgimento di altri quartieri cittadini, come ad esempio il quartiere Polymer con iniziative che si svolgeranno nello spazio antistante il Laboratorio sociale “familiarizzando” presso Centro sociale Polymer di via Narni.
Importante il convolgimento di Madè Eventi per il coordinamento degli eventi artistici, dalla collettiva alla personale, che verranno inaugurate domani, oltre all’estemporanea lungo le vie del rione che si terrà sabato 19, dalle 17 alle 20.
Sempre sabato, alle ore 17, grazie all’associazione Culturale Civiltà Laica, il gruppo Amnesty International Terni, l’ associazione Il Pettirosso – Terni e Progetto MandelaClaudia Sensi presenterà alcuni degli autori del gruppo “Senza confine” che hanno realizzato l’antologia di racconti fantastici “Mari Aperti”, per sostenere l’ong Open Arms Italia impegnata nel salvataggio in mare dei migranti.
All’interno del calendario, sabato 26, si svolgerà la decima edizione del Premio Nicola Marrone per il Sociale.
“Una festa di quartiere animata dal senso civico e di comunità – dice Lorenzo Gianfelice – che permetta ai cittadini di riappropriarsi delle proprie città, viverle a ritmo lento, scoprire legami di prossimità tra chi lavora e vive in un perimetro ristretto, eppure ha finito per dimenticare di guardarsi intorno. Una sorte comune un po’ a tutti, nelle città, dove in pochi si preoccupano ancora di fare rete a vantaggio della collettività. Ecco perché una “semplice” festa di quartiere può rivelarsi un bel momento per riflettere sulla necessità di tornare a vi#vere insieme agli altri”.