IL PRESIDENTE DELLA CEI CARDINALE GUALTIERO BASSETTI ALLA MANIFESTAZIONE PER I 30 ANNI DEL CEIS TIFERNATE E DI LOTTA ALLE DIPENDENZE: “DOBBIAMO CREDERE AL DESIDERIO DI RISCATTO PER RISOLLEVARCI DA CERTI BARATRI”

IL PRESIDENTE DELLA CEI CARDINALE GUALTIERO BASSETTI ALLA MANIFESTAZIONE PER I 30 ANNI DEL CEIS TIFERNATE E DI LOTTA ALLE DIPENDENZE: “DOBBIAMO CREDERE AL DESIDERIO DI RISCATTO PER RISOLLEVARCI DA CERTI BARATRI”

9 Dic 2019

“Dobbiamo credere che il desiderio di riscatto per risollevarsi da certi baratri è presente in tutti noi. Per questo è importante che i gruppi sociali, le parrocchie ed i genitori lavorino più in sinergia per affrontare il problema delle dipendenze, non solo dalla droga. Si costituisca e si continui a costituire anche nel territorio una presenza operativa contro qualsiasi forma di dipendenza. Invito tutti, ciascuno nella propria condizione, a continuare questo cammino perché fino a che ci saranno delle necessità o delle istituzioni che ve lo chiedono dovete continuare in maniera più forte, in maniera ancora più agguerrita quello che voi state facendo da 30 anni. Grazie Don Paolino”. E’ quanto dichiarato sabato sera dal Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) Cardinale Gualtiero Bassetti dal palco del Teatro degli Illuminati nel corso della celebrazione dei 30 anni di attività del Ceis a Città di Castello.

“Trenta anni di lotta alle dipendenze e di aiuto alle persone”, come hanno precisato nell’introduzione don Paolino Trani (responsabile del Centro) e l’amministratore Modesto Urbani, affiancati dal Presidente del Csa di Arezzo (di cui il Ceis dal 13 novembre 1989 è un’emanazione territoriale) Franco Valori, dal vescovo di Città di Castello Mons. Domenico Cancian e da Don Antonio Rossi, primo presidente e fondatore del Ceis tifernate. Accanto a loro varie presenze istituzionali. a partire dalla Viceministro all’Istruzione, Università e Ricerca on. Anna Ascani, al sindaco Luciano Bacchetta ed all’assessore alle politiche sociali Luciana Bassini. In sala anche il Luogotenente Fabrizio Capalti, Comandante della Stazione Carabinieri di Città di Castello. L’incontro è stato preceduto ed intervallato dall’applaudita esibizione musicale del maestro Fabio Battistelli e di Stefano Falleri. A seguire c’è stato spazio per uno spettacolo teatrale a cura di Gilda Foni e per alcune toccanti testimonianze dei ragazzi, presenti in sala assieme alle loro famiglie ed agli operatori sociosanitari che da sempre collaborano con il centro tifernate.

Nel ricordare che la “droga continua ad uccidere” e che Città di Castello “non può considerarsi isola felice”, il vescovo Mons. Domenico Cancian ha fatto riferimento alla recente relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia curata dal dipartimento delle Politiche antidroga della presidenza del Consiglio da cui dati alla mano, si evince “che purtroppo l’Umbria è la regione con il più elevato tasso di decessi droga-correlati, davanti ad Abruzzo e Molise”. “Dati e statistiche – ha detto il presule – che fanno riflettere e ci riportano tutti alla realtà ed alla consapevolezza che insieme, in sinergia e collaborazione quotidiana, puntando sull’educazione, la prevenzione e l’ascolto,  si può uscire da questo tunnel e vedere in fondo ad esso la luce della speranza. I 30 anni del Ceis, grazie a don Antonio, Don Paolino, ai volontari, alle famiglie dei ragazzi, agli operatori, alle istituzioni ed alle parrocchie, stanno a rappresentare proprio questo, una base di partenza per rilanciare con forza e vigore questa straordinaria esperienza di servizio e di comunità che è racchiusa in questo teatro. Noi saremo sempre al vostro fianco”.

“Ho praticamente l’età del Ceis – ha dichiarato la viceministro Anna Ascani – e mi occupo di educazione dei giovani, di cultura e di scuola: non potevo dunque mancare a quest’importante appuntamento e con orgoglio, anche da tifernate, sono qui per farvi sentire la vicinanza delle istituzioni nazionali che accanto a quelle locali, a partire dal comune da sempre in prima linea, possono fare tanto per il futuro. Quello della droga e della diffusione delle sostanze stupefacenti soprattutto fra i giovanissimi è un problema emergenziale da affrontare tutti insieme nella consapevolezza che la fragilità non è una colpa ma è ciò da cui può entrare la luce della speranza”.

Di passione, senso di appartenenza e vicinanza costante ai più deboli ed a coloro che si trovano in difficoltà ha parlato il sindaco Luciano Bacchetta, che ha ringraziato i fondatori del Ceis, Don Antonio “Tonino” Rossi in testa, Modesto Urbani e Don Paolino Trani, autentici motori di una macchina di solidarietà ed assistenza di cui tutta la comunità tifernate è orgogliosa.

“Don Paolino e tutti coloro che gli sono a fianco da 30 anni – ha concluso Bacchetta – hanno affrontato il rapporto con i ragazzi in maniera laica, senza pregiudizi e sentenze annunciate. Il Comune, così come allora, ha fatto e farà sempre la sua parte stando vicino a tutti voi che ogni giorno tenete accesa la speranza dei ragazzi e delle loro famiglie che proprio questa sera hanno raccontato che si può uscire dal tunnel delle dipendenze e ripartire a testa alta, consapevoli di aver intrapreso la strada sbagliata”.

L’assessore alle politiche sociali Luciana Bassini ha rinnovato i ringraziamenti di tutta la comunità locale e del mondo dell’associazionismo, ricordando che lo stesso l’indomani, con “L’albero del volontariato”, avrebbe celebrato al Loggiato Gildoni la giornata della solidarietà.

“In questi 30 anni – ha concluso Don Paolino Trani – per il Ceis sono passate circa 1300 persone con un’età media che va da 25 a 50 anni, in prevalenza uomini, un terzo dei quali provenienti dal carcere. Sempre più spesso accogliamo stranieri anche se non abbiamo dati sul successo di questo cammino, che è molto tortuoso e può non raggiungere mai punti di non ritorno. E’ giusto ricordare Don Enrico Trebalzini, che negli anni ‘80 ebbe l’intuizione del Centro Solidarietà e Accoglienza di Arezzo, in seno al quale è nato e si muove il Ceis di Città di Castello”.