21 Dic 2021
CITTÀ DI CASTELLO – Un anno di solidarietà concreta della Caritas sul territorio al servizio delle persone “fragili” e bisognose. Lunedì sera, in occasione della tradizionale cena degli auguri di Natale svoltasi (grazie alla disponibilità di un privato) nei locali adiacenti la sede di Piazza del Garigliano, il direttore della Caritas diocesana Gaetano Zucchini, alla presenza del vescovo Mons. Domenico Cancian, di Don Paolino Trani (a lungo direttore della struttura), dell’assessore alle politiche sociali Benedetta Calagreti, di rappresentanti delle forze dell’ordine, di una delegazione dei giornalisti tifernati (protagonisti di una cospicua donazione) ed ovviamente di ospiti ed utenti, ha tracciato un bilancio parziale dell’attività svolta nel corso del 2021 che si sta per chiudere.
“L’obiettivo della Caritas – ha detto Zucchini- è rappresentato dalla necessità di intervenire con tempestività e far fronte alle conseguenze sanitarie, economiche e sociali che le circostanze particolari che abbiamo vissuto e stiamo vivendo hanno creato: un fenomeno completamente nuovo, che ha coinvolto anche insospettabili nuclei familiari di fronte ad un evento straordinario”.
Affrontando in primis l’emergenza alimentare, nei soli primi 3 mesi del 2021 la commissione esaminatrice delle domande di richiesta per l’accesso all’Emporio della solidarietà “San Giorgio” ha dato parere favorevole ad 81 famiglie per un totale di 209 persone, tra cui 45 minori e 5 neonati, 28 persone sole o pensionati (16 italiani e 12 stranieri), 5 famiglie monogenitoriali (con 11 minori) e 31 suore per le quali sono state predisposte 4 tessere speciali, una per monastero.
“Oggi – ha proseguito Zucchini – contiamo un numero di assistiti pari a 1.197; è bene ricordare che per sostenere il territorio sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista etico ed economico ci impegniamo giornalmente a raccogliere l’invenduto dei supermercati, facendo scorta di molti beni freschi non più adatti alla vendita per ridistribuirli a chi ne ha necessità. Con questo sistema riusciamo a rifornire anche la mensa diocesana, che rimane attiva 365 giorni all’anno fornendo pasti da asporto per le famiglie ed in loco per i senzatetto: in media ogni giorno si forniscono 50-55 pasti e 15-20 accessi in mensa”.
“Negli ultimi anni – ha proseguito Zucchini – per la Caritas si sono profilate anche spese straordinarie relative a manutenzioni ed acquisto mobili, oppure permanenze in alberghi e/o rifugi, per poter garantire un po’ di autonomia alle persone che giornalmente si rivolgono ai Centri di Ascolto; per il 2021 il budget investito in spese di sostegno per affitti, bollette e manutenzioni è stato di 28.000 euro, gran parte del quale arriva da fondi CEI legati all’8 per mille. Siccome la maggior parte delle famiglie della zona ha visto almeno un componente della famiglia essere licenziato o messo in cassa integrazione, si sono venute a creare delle situazioni di precarietà economica anche laddove questo disagio non si era mai osservato. In molti casi il percorso verso l’autonomia passa necessariamente attraverso il reinserimento nel mondo del lavoro, ragion per cui la Caritas si è attivata promuovendo tirocini formativi all’interno di Pmi locali: nel dettaglio, sono stati attivati 9 tirocini formativi, di cui 5 si sono tradotti in contratti di lavoro di lungo periodo. L’età media dei tirocinanti è di 33 anni: 4 di loro sono stranieri (uno è un richiedente asilo malese) e 5 italiani”.
“Non da ultimo – ha concluso Zucchini – tra le spese sostenute con i progetti possibili grazie alle risorse dell’8 per mille troviamo un numero notevole di richieste per il comparto sanitario: abbiamo rimborsato circa 2000,00 euro per l’acquisto di farmaci ed ausili sanitari a famiglie che dovevano scegliere se porre attenzione alla propria salute oppure pagare la bolletta. Contestualmente a queste che sono le attività ordinarie della Caritas, il 2021 ci ha visti impegnato in due progetti principali: il progetto “ID.E.A. – Identità, Educazione, Appartenenza” promosso dall’associazione A.V.E. Odv che è l’altro braccio operativo della Caritas ed il progetto di innovazione sociale “Agenda Urbana Altotevere Smart”, promosso in coprogettazione con il Comune di Città di Castello e con altri enti del territorio. Il primo ha toccato diversi temi che riguardavano l’inclusione sociale, occupandosi in maniera trasversale sia di inserimento lavorativo dei giovani che di inserimento sociale dei migranti e ponendo l’attenzione sul diritto alla salute dei cittadini stranieri, il secondo ha lavorato invece su temi attuali come la lotta allo spreco alimentare e la diffusione del consumo consapevole ed a km. zero”.
Nel corso della serata alcuni giornalisti tifernati hanno consegnato al direttore della Caritas un cospicuo contributo economico, frutto di una raccolta fondi spontanea.