28 Apr 2021
CITTÀ DI CASTELLO – Ballerini “acrobati” in punta di piedi per un’esibizione unica nel suo genere.
“La Danza tocca il cielo in punta di piedi”: questo il titolo di una performance mai realizzata all’interno del Campanile del Duomo, uno dei rari esempi di struttura cilindrica presenti in tutto il centro Italia e non solo.
Un video mozzafiato realizzato dall’associazione “Castello Danza” (oltre 700 allievi di 6 scuole del territorio che si sono unite lo scorso anno per far fronte a problematiche e progettualità comuni, Covid compreso) che verrà realizzato e messo in onda sui canali social in streaming quale omaggio per la “Giornata Internazionale della Danza” di giovedì 29 aprile.
“Castello Danza” vuole celebrare questa giornata simbolo, ora più che mai, con una esibizione da Guinness dei primati, danzando “in salita” per raggiungere la vetta (posta a quasi 50 metri) di uno dei luoghi più suggestivi e simbolici della città quale il Campanile cilindrico del Duomo.
“Non poteva esistere luogo migliore – dichiara Maria Cristina Goracci, presidente di “Castello Danza” – per onorare una ricorrenza carica di aspettative in merito alla ripartenza di un settore così penalizzato come quello della formazione coreutica e dello spettacolo legato alla danza. La salita al Campanile assume un simbolismo toccante: la scala angusta, tortuosa, buia e sconnessa orienta l’immaginario a ripercorrere tutto il difficile momento vissuto dalla danza. L’arrivo di 6 giovani ballerini in rappresentanza delle 6 scuole dell’associazione sul punto più alto dell’edificio apre poi lo sguardo ad una percezione positiva e fiduciosa del momento: la vista luminosa, estesa e sconfinata non possono che essere segnali chiari di un mondo che guarda avanti in maniera costruttiva, propositiva e edificante. L’altro simbolo importante è costituito dalla campana e dal valore apotropaico ad esso legato: l’allontanamento del male a fronte della protezione celeste, così necessaria in questo momento di ripresa. La campana come simbolo aggregante di una comunità, richiamo dei fedeli e simbolo di evangelizzazione, che scandisce i tempi, i ritmi, i ricordi e lancia un grido di speranza!”.
“Castello Danza” ringrazia il Museo del Duomo nella persona della direttrice Catia Cecchetti e la Diocesi di Città di Castello per la sensibilità dimostrata per la realizzazione del progetto.
Risalente ai secoli XI e XII, il Campanile cilindrico del Duomo è testimone unico delle lontane origini romaniche della Cattedrale tifernate. La parte inferiore è la più antica, mentre la congiunzione superiore gotica, caratterizzata da un doppio ordine di aperture, indica interventi successivi, risalenti al 1283-1284. Il Campanile ha una circonferenza esterna di metri 7, interna di metri 4,50 ed un’altezza di metri 43,50. La struttura termina con un coronamento a cono in cui è ubicata la cella campanaria. Il Campanile tifernate si ricollega ad analoghe costruzioni diffuse a Ravenna a partire dal IX secolo; in epoca romanica giungono infatti nell’Umbria settentrionale modi architettonici e decorativi tipici dell’arte bizantino-ravennate. Tali influssi si possono riscontrare nei campanili rotondi presenti nell’Alta Valle del Tevere, analoghi a quelli ravennati. Il monumento costituisce uno dei rari esempi di struttura cilindrica presenti in tutto il centro Italia e non solo, che lo rende particolare, caratteristico ed assolutamente inconfondibile.
“CASTELLO DANZA”
L’amore per la danza ai tempi del Covid-19 ha fatto nascere a Città di Castello, nel mese di ottobre 2020, un’esperienza unica nel panorama umbro: per la prima volta 6 scuole del territorio, che contano circa 700 allievi, si sono unite ed hanno dato vita all’Associazione “Castello Danza”. L’obiettivo della stessa è di collaborare allo sviluppo di un progetto di alta formazione rivolto agli allievi del territorio e non solo, traendo dalla sinergia delle forze e dall’ottimizzazione dei costi la possibilità di promuovere opportunità di perfezionamento tecnico, di offrire nuovi servizi, di organizzare iniziative di studio e divulgazione dei valori culturali e morali della danza. L’aspirazione è di arrivare ad essere un polo della formazione per il centro Italia, in grado di essere punto di riferimento per l’insegnamento e lo studio della danza ma anche di dare un contributo, attraverso eventi di rilievo nazionale, all’incoming turistico a Città di Castello e in Altotevere.
Del nuovo sodalizio fanno parte tutte le 4 scuole tifernati, più una con sede nel capoluogo di San Giustino ed una con sede a Lama, che sono rappresentate al completo nel consiglio direttivo: “Academy Ballet” con Sara Papa, “Diamante Danza” con Maria Cristina Goracci, “Duse Art” con Marcella Benedetti, “Scuola Danza Lama” con Silvia Del Bene, “Studio Danza Giubilei” con Roberta Giubilei e “Zona 10 Danza” con Iunia Bricca.
La presidenza di “Castello Danza” è stata affidata a Maria Cristina Goracci e la vicepresidenza a Iunia Bricca, mentre Silvia Del Bene ha avuto l’incarico di tesoriere. “È un sogno nel cassetto che si realizza, un’idea nata all’inizio del 2020 – afferma la Goracci – che si sarebbe comunque concretizzata ma che nel periodo del lockdown per il Coronavirus ha preso velocemente corpo, perché condividere le stesse esigenze, le stesse problematiche e gli stessi obiettivi nel creare nuove opportunità di crescita della danza ci ha avvicinato ancora di più e ha rafforzato la volontà di lavorare insieme in un clima sereno e costruttivo. Ogni scuola conserva la propria identità, il proprio stile e la propria connotazione artistica, che sono motivo di arricchimento reciproco e soprattutto danno l’opportunità agli allievi di beneficiare di un’offerta completa per lo studio della danza, con le attività di formazione e l’insegnamento delle diverse discipline che sono messe in rete, a disposizione di tutti”.
Il Comune di Città di Castello, attraverso il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore alla cultura Vincenzo Tofanelli, hanno salutato “con soddisfazione la nascita di questo consorzio quale valore aggiunto dell’offerta culturale ed artistica della città”, sottolineando anche “l’aspetto della solidarietà che l’ha fatto nascere in piena pandemia e lo rende ancor più un esempio da imitare”.