Lavoro per ragazzi con autismo e asperger. Ottimi risultati anche in periodo Covid. Progetto sociale di Don Andrea Bonsignori, descritto nel libro “Il coraggio di essere uguali”

Lavoro per ragazzi con autismo e asperger. Ottimi risultati anche in periodo Covid. Progetto sociale di Don Andrea Bonsignori, descritto nel libro “Il coraggio di essere uguali”

25 Gen 2021

Iniziativa sociale di Don Andrea Bonsignori, più forte del Covid 2020 e 2021. Il libro “Il coraggio di essere ugualiillustra il progetto. I ragazzi disabili, autismo e asperger, lavorano nell’azienda di vending della Chicco Cotto, approvvigionamento macchinette automatiche in tutta Italia. “Sono i più bravi nel lavoro. La dignità viene prima della carità”.

 

 

Una decina di anni fa le associazioni che si occupano dell’autismo si sono messe insieme nella Federazione Associazioni Nazionali a Tutela di Autismo e SIndrome di Asperger , proprio la FANTASIAutismo . Grazie a essa è stato ed è possibile ribaltare l’annosa questione che da sempre troppi imprenditori, aziende, negozi, enti si pongono, quando a chiedere lavoro è un disabile. “Ma cosa gli faccio fare? Come si può adattare alla nostra realtà? Dove lo metto?” – interrogativi che adesso cominciano ad avere risposta, grazie a Don Andrea Bonsignori e al relativo progetto.

 

 

A Torino il sacerdote è da un decennio direttore della scuola del Cottolengo, che sostiene che “la dignità viene prima della carità”. L’idea parte dalla capacità dei ragazzi con autismo. Il lavoro, la vita quotidiana dei ragazzi, è tutto spiegato benissimo nel libro “Il coraggio di essere uguali”, edito da Edizioni Terrasanta, don Andrea Bonsignori, uno dei protagonisti dell’avventura sociale ma anche imprenditoriale della “Chicco Cotto”. 

 

 

Partiamo dalla fine: non siamo noi a scegliere una attività per i nostri ragazzi ma guardiamo in cosa sono bravi e poi sviluppiamo quella». Ed ecco, appunto, il piccolo grande boom della cooperativa sociale che, partita da un primo esperimento all’Istituto Cottolengo di Torino, lavora a pieno ritmo oggi nel campo del vending, ovvero gestisce una rete di distributori automatici di caffè, snack e bevande. Impiegando quattro giovani autistici. “L’idea mi venne vedendo alcuni ragazzi con autismo che raccoglievano cartacce e le ripiegavano in ordine perfetto. Ho pensato che potevano farlo con pacchetti di biscotti e patatine” – spiega don Andrea Bonsignori.

 

 

La Chicco Cotto è partita da una manciata di ragazzi, ma oggi conta una quarantina di negozi in tutta Italia, e il 90% dei ragazzi che lavorano ha una disabilità. “Un’altra delle nostre particolarità è che la cooperativa inizia il suo percorso di formazione dalle scuole elementari e lo estende fino alle scuole superiori. Previene il problema della dispersione scolastica dei ragazzi in difficoltà, sensibile soprattutto tra la scuole medie e le superiori, e riconosce una qualifica al percorso formativo svolto dei suoi collaboratori” – si apprende da Don Andrea Bonsignori.

 

 

Si può davvero parlare di un sogno che si avvera per i ragazzi e per l’economia sociale.
I ragazzi con disabilità, sindrome di Asperger o dello spettro dell’autismo, formati e operativi in questo settore sono più di cento e sono diversamente abilissimi. Nel suddividere le confezioni, l’acqua, le bibite e quant’altro può offrire un distributore automatico. Come quello al primo piano della scuola Cottolengo. Don Andrea Bonsignori sottolinea infatti che non solo “lo sapevano fare” ma dividevano e ordinavano meglio degli altri. Questa società vuole stare sul mercato e ci riesce perché i suoi lavoratori, ben formati, sono i più bravi. Inoltre sono assunti con diritti e doveri, sono incoraggiati, corretti negli errori quando è il caso. Non è solo l’orgoglio e l’emozione per il sogno che si è avverato. Questo può essere uno spunto per le tante altre realtà dell’economia sociale che vogliono provare a nuotare nel mare aperto del mercato, partendo dalle peculiarità che altri definiscono limiti. È un percorso non sempre praticabile e comunque mai facile. Non impossibile”. E prima dell’inevitabile stop, subìto come da tante altre aziende per via della pandemia Covid, i bilanci sociali della “Chicco Cotto Società Cooperativa Sociale Onlus” riportavano un fatturato che si avvicinava ai 300.000 euro.

 

 

Impresa sociale ma non solo.

La Chicco Cotto fornisce su scala nazionale scuole, ospedali, biblioteche e grandi aziende e ha instaurato con il tempo e la qualità del lavoro rapporti di partnership con aziende affermate come Molecola e Lavazza. Ogni ragazzo, secondo le sue possibilità psicofisiche, impara tutte le fasi del processo: approvvigionamenti, rifornimento, manutenzione e rendiconto. E i ragazzi, soprattutto loro, hanno avuto il coraggio di confrontarsi con il mondo del lavoro. “Loro hanno avuto questo coraggio. Oltre al discorso lavorativo, fondamentale per costruire con loro l’autonomia nella vita di tutti i giorni, l’aspetto più bello di questa attività è quello di aver trovato con loro un posto in una società che li valorizza e li fa lavorare, non assegna solo loro un compito da svolgere. E questo si riflette nell’impegno che ci stanno mettendo anche in questa epoca di pandemia, per ripartire al meglio e al più presto” – aggiunge Don Andrea Bonsignori.

 

 

L’emergenza Covid sembra aver costruito barriere un po’ ovunque. Tuttavia, conclude Don Andrea Bonsignori, “ripartire al più presto con la nostra attività può essere comunque un’occasione di riscatto forte per i più fragili”.


Michele Baldoni