L’incognita Iva per le Onlus nella riforma sul Terzo settore

L’incognita Iva per le Onlus nella riforma sul Terzo settore

10 Mag 2024

In un documento redatto dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti si analizzano le criticità per questa specifica tipologia di enti che sceglieranno di diventare Ets, perdendo così il regime di esenzione attualmente applicate a diverse attività svolte

di Marina Montaldi*

Quando entreranno in vigore le disposizioni fiscali del codice del Terzo settore, a seguito del rilascio dell’autorizzazione della Commissione europea, le Onlus saranno chiamate ad un vaglio decisivo circa la loro natura tributaria che le condurrà ad approdare, rispettivamente, nell’ambito degli “Ets commerciali” o degli “Ets non commerciali”.

La scelta, in assenza di rimodulazioni delle norme sull’Iva, non sarà né semplice, né indolore, come a più riprese sottolineato dal Forum Nazionale del Terzo settore, anche sulla scorta degli approfondimenti tecnici condotti in materia dal suo Tavolo legislativo, volti a richiamare l’attenzione dei competenti attori sull’urgenza di dare seguito a talune soluzioni emendative.

Di recente, la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato un documento di ricerca (di seguito, per brevità: Documento Fnc) focalizzato su questo tema, ovvero sulle criticità all’orizzonte della disciplina Iva per le Onlus nel delicato passaggio alla qualifica di ente di Terzo settore (Ets), alla luce del quadro normativo esistente nonché degli indirizzi giurisprudenziali e di prassi prevalenti. Ne analizziamo brevemente i contenuti, così come le conclusioni avanzate, di molto accoste a quelle che lo stesso Forum ha a suo tempo delineato nelle sue prospettazioni.

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*Componente esperto del Consiglio nazionale del Terzo settore