“MELODIE DI SABBIA” – INEDITA ED AFFASCINANTE PERFORMANCE MUSICALE-ARTISTICA AL MUSEO MALAKOS – IL VIDEO SU YOU TUBE

“MELODIE DI SABBIA” – INEDITA ED AFFASCINANTE PERFORMANCE MUSICALE-ARTISTICA AL MUSEO MALAKOS – IL VIDEO SU YOU TUBE

22 Dic 2021

CITTÀ DI CASTELLO – Conchiglie, musica, effetti speciali e disegni di sabbia aspettando il Natale. Spettacolo unico (il primo in Italia), ricco di suggestione e fascino quello andato in scena venerdì 17 dicembre in una location davvero inedita quale il museo “Malakos”, la collezione privata più grande d’Europa (gestita dall’omonima Odv) con circa 600.000 esemplari catalogati in un’apposita banca dati fruibile per tutti dal portale di Research Gate, ospitata da oltre 15 anni nel complesso del Centro delle tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione” di Villa Capelletti, a Città di Castello.

QUESTO IL VIDEO DEL CONCERTO, CARICATO SUL CANALE YOU TUBE DEL COMUNE DI CITTÀ DI CASTELLO

https://www.youtube.com/watch?v=3oK3uX5n0xQ  

Fra esemplari rari come le conchiglie Pleurotomarie charlestonensis, Cypraea barclayi, Conus Cervus e Marea tigris, lumache di terra dalle dimensioni decisamente extralarge, predatori marini dal veleno mortale ed un’imponente  barriera corallina ricostruita con materiali provenienti un sequestro del Corpo Forestale dello Stato con specie mai viste, i maestri Christian Riganelli alla fisarmonica e Fabio Battistelli al clarinetto hanno portato in scena nell’improvvisato teatro naturale uno spettacolo-concerto mozzafiato, che ha più volte richiamato il “bis” degli spettatori presenti.

La musica, con pezzi di Ennio Morricone e Nino Rota, Pixinguinha ed Astor Piazzolla (solo per citarne alcuni), ha raccontato ed accompagnato le suggestive immagini di sabbia della sand artist Paola Saracini che, manipolando la sabbia stessa, ha disegnato le emozioni con l’esclusivo ausilio delle mani.

Per l’occasione gli artisti hanno voluto dedicare un brano in prima esecuzione assoluta al museo Malakos ed a Raffaello (fino al 9 gennaio la Pinacoteca ospita la mostra “Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo”), mentre la sabbia magicamente trasformata in vere e proprie opere d’arte dalla sand artist marchigiana ha riflesso sullo schermo alle spalle dei musicisti l’immagine del Palazzo Ducale di Urbino ed il volto del giovane “divin pittore” con lo sguardo su Città di Castello nel primo periodo della sua permanenza nel capoluogo altotiberino.

Il concerto-spettacolo, intitolato “Melodie di Sabbia”, sempre attraverso la performance di Paola Saracini ha illustrato dunque sia il mondo marino con i suoi gioielli, sia le musiche originali del maestro Riganelli. Il particolare tributo a due grandi compositori contemporanei (Nino Rota ed Ennio Morricone) e quello al “divin pittore” hanno davvero colpito nel segno per la loro straordinaria bellezza e creatività. “Sono onorata – ha detto l’artista marchigiana – di esibirmi nel Museo Malakos per le suggestioni visive legate al mare e quindi alla sabbia, elemento su cui si basa la mia arte, nella quale in pochi attimi tutto si crea e si distrugge. Le illustrazioni di sabbia sono infatti opere d’arte effimere, che appaiono e svaniscono perdendosi nella realtà ma permanendo solo nella memoria degli spettatori”.

“È stato davvero emozionante – hanno commentato i maestri Riganelli e Battistelli al termine del concerto – sperimentare in un luogo diverso da un teatro o da contenitori tradizionali queste contaminazioni musicali ed artistiche grazie alla straordinaria esibizione di Paola Saracini, attorniati da conchiglie di tutti i mari, laghi e fiumi del mondo, in un luogo magico che rappresenta una vera e propria eccellenza ed un punto di riferimento a livello mondiale. Non abbiamo provato emozioni così forti e uniche in nessun altro teatro o palcoscenico sul quale ci siano esibiti”.

“Con quest’unica e spettacolare rappresentazione di eccellenze artistiche, musicali e scientifiche, in un luogo di straordinaria bellezza e fascino come il museo malacologico diretto dal professor Gianluigi Bini – ha detto l’assessore alla cultura Michela Botteghi – abbiamo dato un contributo di arricchimento del patrimonio culturale regionale e nazionale, dimostrando tra l’altro con grande efficacia la versatilità di contenitori come questo del complesso di Villa Capelletti che potranno rappresentare un esempio anche per altre iniziative. Il polo scientifico Malakos, ormai consacrato a livello internazionale come vera e propria eccellenza del settore, ha oggi aperto le porte anche ad altre forme di cultura, storia ed arte: un esempio di straordinaria integrazione che ci rende orgogliosi”.

Parole di apprezzamento anche dall’assessore al commercio e turismo Letizia Guerri, che ha rimarcato “la valenza del Museo in termini di promozione del territorio in ambito internazionale”.

 

 

LA SCHEDA

“Malakos”, il giro del mondo in una conchiglia: la collezione privata più grande d’Europa, con circa 600.000 esemplari catalogati in un’apposita banca dati, fruibile per tutti dal portale di Research Gate.

Il museo malacologico “Malakos”, situato nel complesso del Centro delle tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione” di Villa Capelletti, a Città di Castello, è gestito da Malakos Odv e si compone di 40 teche e quasi 3.000 esemplari, disposti come un viaggio esplorativo del mondo attraverso le conchiglie di tutti i mari.

La sezione di biologia introduce al mondo dei molluschi con le loro incredibili curiosità; la sala di paleontologia ricostruisce come si è formata la terra con esemplari di invertebrati del lontano passato; le sale di biogeografia illustrano la fauna e le abitudini di vita di ogni mare. Le teche propongono inoltre ambienti inusuali come i pericolosi mangrovieti e le zone abissali, esemplari curiosi come lumache di terra dalle dimensioni decisamente extralarge e predatori marini dal veleno mortale. “Malakos” ospita al suo interno anche un’imponente barriera corallina, ricostruita da materiali di un sequestro del Corpo Forestale dello Stato con specie mai viste.

Il visitatore all’ingresso viene introdotto in un percorso sensoriale inedito in grado di ricostruire l’habitat naturale da dove provengono le conchiglie e gli altri esemplari marini o di acqua dolce, rari e talvolta unici: il rumore delle onde del mare, l’acqua che sbatte contro gli scogli ed i profumi inebrianti di agrumi e della macchia mediterranea o di località dei tropici.

L’idea di questo vero e proprio “Paradiso terrestre”, di un museo malacologico, nasce nel 2005 quando Gianluigi Bini, 70 anni, biologo fiorentino trapiantato da oltre 20 anni a Città di Castello, un’autorità in materia (Aubry, malacologo di fama mondiale, gli ha dedicato una specie, “Cinguloterebra binii” per il grande contributo apportato alle scienze malacologiche) inizia a progettare assieme alla moglie Wanna un’esposizione di tutte le conchiglie raccolte nella sua decennale esplorazione dei fondali marini a bordo di navi oceanografiche. Ha raccolto e studiato circa 15.000 specie diverse provenienti da ogni angolo del mondo, dal Polo Nord al Mare Adriatico.

Il prof. Gianluigi Bini si avvale della preziosa collaborazione delle dott.sse Debora Nucci (biologa, responsabile della direzione operativa del museo e di tutte le iniziative didattiche) e della Beatrice Santucci (naturalista e biologa dell’evoluzione), che da circa un anno si occupa della ricerca.

Il museo possiede anche un luogo dove accogliere i numerosi studiosi che da tempo chiedevano di venire a lavorare con le preziose collezioni.

L’Associazione Malakos ODV, che si occupa della gestione del Museo, ha inoltre contribuito a rinnovare alcuni corner espositivi con aggiornamenti e rivisitazioni. È stata creata una nuova sala di Etnomalacologia con reperti rarissimi provenienti da ogni parte del mondo, dove verrà esposto per la prima volta a Città di Castello un autentico chiocciolaio del Mesolitico Siciliano risalente a circa 10.000 anni a.C. Sono stati inoltre restaurati gli spazi comuni di accoglienza e la sala relax è dotata di ogni confort per famiglie, adulti curiosi ed appassionati; un exhibit interattivo che fonde storytelling e cultura marinara rende la pausa più ricca e stuzzicante.

 

Il Museo Malacologico “Malakos”, è aperto al pubblico dal martedì al venerdì con orario 10-12,30 e 15-17: nei week-end e festivi l’apertura è prorogata fino alle 18. Chiuso i lunedì, 25 dicembre e 1° gennaio.

Il Museo è su Google Arts and Culture ed è possibile fruire di foto ad alta risoluzione dei fotografi Anna Fabrizi ed Enrico Milanesi.

Google Arts ad Culture: Museo malakos.