MIGRANTI SULLE NAVI QUARANTENA, VERI “INVISIBILI” IN PERIODO CORONAVIRUS. EPISODI DRAMMATICI A BORDO, OTTOBRE 2020, SICILIA. NOTEVOLE L’IMPEGNO DEI VOLONTARI 

MIGRANTI SULLE NAVI QUARANTENA, VERI “INVISIBILI” IN PERIODO CORONAVIRUS. EPISODI DRAMMATICI A BORDO, OTTOBRE 2020, SICILIA. NOTEVOLE L’IMPEGNO DEI VOLONTARI 

14 Ott 2020

Recente la morte del ragazzo 15enne a Palermo, dopo essere stato soccorso da Open Arms e trasferito sulla nave Allegra. Spesso i migranti sono giovani. A volte capitano episodi drammatici. Persone che si gettano in mare, in aumento i casi. Situazione inaccettabile a bordo delle navi quarantena. A largo di Augusta, in Sicilia, l’ 1 ottobre 2020 sono stati in sei a compiere tale gesto, il 4 ottobre in tre, con uno dei ragazzi che risulta disperso e potrebbe essere annegato. Migranti e navi quarantena in epoca coronavirus, una situazione drammatica.

 

Le navi utilizzate per la quarantena dei migranti stanno, dunque, registrando continui episodi tragici. Alcuni giovani, dopo aver legato delle lenzuola, si sono lanciati in mare. Uno di loro si è rotto una gamba ed è stato portato in ospedale, un altro sembra essere scappato, mentre gli altri tre ragazzi sono stati recuperati e riportati sulla nave diretta verso la Puglia. Il ragazzo 15enne sbarcato dalla nave quarantena il 29 settembre e morto in ospedale a Palermo era stato soccorso insieme ad oltre 200 naufraghi, tra l’otto e il dieci settembre. A bordo della Open Arms si trovavano anche i medici di Emergency che lo hanno assistito, quando, al momento dello sbarco, camminava con le sue gambe e comunicava sia con lo staff, sia con gli altri ragazzi.

 

 

Per il trasporto passeggeri, il Governo italiano ha destinato alla quarantena dei migranti alcune navi. Sono la Snav Adriatico e la Rhapsody davanti a Lampedusa, l’Allegra a largo di Palermo, l’Aurelia davanti a Trapani e l’Azzurra ad Augusta. Inoltre le navi utilizzate a inizio “missione”: la Rubattino e la Moby Zaza, quando a largo di Porto Empedolce il 20 maggio scorso un ragazzo tunisino è morto dopo essersi gettato in mare, nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto.

 

 

Si tratta sempre di migranti transitati a bordo delle navi quarantena, recentemente giunti al numero di tremila. In questo delicato periodo, vengono sottoposti ai più rigidi controlli anti coronavirus, con tamponi in ingresso e in uscita. Durante i 14 giorni di quarantena viene applicata la cosiddetta sorveglianza attiva, il controllo quotidiano, due volte al giorno di parametri quali la febbre e la saturazione. I migranti a bordo sono assistiti da personale qualificato della Croce Rossa, circa130 operatori sanitari tra medici, infermieri, ma anche mediatori culturali esperti che spiegano loro il processo di accoglienza in Italia. Alcuni dei migranti della Ong SeaWatch hanno ringraziato pubblicamente il nostro Paese, per essere stati soccorsi in mare e trascorso 15 giorni in una nave, dove hanno ricevuto assistenza e servizi. Il loro grazie era anche rivolto ai medici. Si tratta di persone che fuggivano dalla Libia, stando diversi mesi a bordo delle navi.

 

 

Migranti e periodo coronavirus, navi quarantena ove i numerosi volontari prestano servizio a fianco di questa notevole mole di “invisibili”. Davanti ai numerosi, recenti casi di cronaca, ci si interroga sulle decisioni migliori da prendere, per i migranti, per l’Italia, per l’Unione Europea.

Michele Baldoni