“PIEDIBUS DEL BEN ESSERE” – CREATIVITÀ E SOCIALITÀ “CAMMINANO” A PERUGIA NELLA “GIORNATA MONDIALE DELL’ALZHEIMER”

“PIEDIBUS DEL BEN ESSERE” – CREATIVITÀ E SOCIALITÀ “CAMMINANO” A PERUGIA NELLA “GIORNATA MONDIALE DELL’ALZHEIMER”

23 Set 2020

PERUGIA – La pioggia non ha fermato l’edizione speciale del “Piedibus del Ben Essere” realizzata in occasione della “Giornata Mondiale dell’Alzheimer 2020”.

Una bella occasione per camminare, socializzare ed ammirare la bellezza della città di Perugia.

I partecipanti, muniti di mascherina, scarpe comode e gilet ad alta visibilità, sono partiti dal quartiere di Monteluce e, passando per Via Cialdini e Via S. Antonio, hanno raggiunto le vie del centro storico.

Sicuramente un’edizione ricca di contributi molto interessanti sulla malattia di Alzheimer, che ha visto durante le varie soste laboratoriali numerosi esperti focalizzare l’attenzione sulla mobilità attiva, la manualità e la socialità intesi proprio come strumenti per contrastare il deterioramento cognitivo.

La prima sosta laboratoriale è stata curata dal dott. Alberto Trequattrini (responsabile Servizio Disturbi cognitivi dell’Usl Umbria 1), che ha illustrato l’attività di diagnosi e cura nel territorio perugino. “La dimensione sociale oltre che sanitaria del fenomeno demenze – ha detto – ha indotto le Istituzioni ad affrontare “l’epidemia silente” del nostro secolo con risorse e strumenti specialistici. In particolare, l’Usl Umbria 1 ha istituito da anni un Servizio ad hoc sul territorio, individuando un gruppo operativo per la gestione globale delle demenze costituito da neurologi, geriatra e psicologi”.

Lungo il percorso l’importanza delle relazioni nella vita è stata sottolineata dai dott. Francesco Di Giovanni e Filippo Bianchini del Servizio Disturbi cognitivi dell’Usl Umbria 1: i due esperti hanno raccontato come nella loro attività quotidiana abbiano rilevato nel periodo di lockdown un netto peggioramento degli aspetti cognitivi dei pazienti, a causa della mancanza di contatti sociali.

“È importante tenersi attivi – ha aggiunto il dott. Mino Dentizzi, geriatra – fisicamente, mentalmente, sentimentalmente, il che non vuol dire necessariamente innamorarsi di una persona, ma anche amare ciò che si fa, ad esempio coltivando un fiore nel giardinaggio di comunità”.

Un’altra piccola lezione è stata fatta dal dott. Salvatore Pezzuto (geriatra), che ha parlato di “sarcopenia”, intesa come l’insieme delle condizioni che portano alla riduzione della massa muscolare, della forza e della performance fisica, evidenziando anche lui l’importanza dell’attività fisica anaerobica, come il camminare, al fine contrastare la malattia: “Da evidenze scientifiche significative – ha spiegato – oggi sappiamo che l’attività fisica aerobica e costante, anche di tipo ludico come il ballo, può invertire tale processo sarcopenico ed indurre anche un miglioramento delle performance cognitive inteso, secondo alcuni studi, come capacità di ridurre il rischio di demenza del 50% e di un ulteriore 25% quello della demenza di Alzheimer”.

“Camminare nel verde, insieme ad amici, è bello e rende felici, come si rileva nel rapporto sulla felicità dell’ONU 2020. Il “PiediBus del Ben Essere” – ha detto la dott.ssa Erminia Battista, referente per l’Usl Umbria 1 del progetto “La Salute che Cammina” con il “Piedibus del Ben Essere e le sue Gemme” – ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere attività fisica, socialità, sicurezza, solidarietà, divertimento, cultura, consapevolezza, senso di appartenenza ed amore per la vita, tutti concetti ben espressi in quest’edizione davvero speciale”. Non è mancato poi un riferimento alla mobilità sostenibile, vale a dire “alla necessità di sollecitare i cittadini a ridurre l’uso dell’auto privata e privilegiare gli spostamenti a piedi, anche per ridurre gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla malattia di Alzheimer: ognuno di noi può fare la sua parte, scegliendo il mezzo più adatto per ogni spostamento”.

Sulla stessa linea, infine, la dott.ssa Serena Amici (referente del Servizio Disturbi cognitivi dell’Usl Umbria1, ha concluso: “In attesa di farmaci che modifichino la storia naturale della malattia di Alzheimer, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto di incentivare le misure atte a ridurre i fattori di rischio modificabili per questa patologia. Le linee guida propongono infatti raccomandazioni per incentivare l’attività fisica, per ridurre i fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete mellito, fumo di sigaretta), per incrementare l’adesione alla dieta mediterranea, per supportare interventi di stimolazione cognitiva e di socializzazione con attività come volontariato, Piedibus od anche hobby come il giardinaggio oppure il lavorare a maglia ed uncinetto”.