PRESENTATO “RISPETTA TE STESSO E L’ALTRO DIVENTANDO UN SOGGETTO ATTIVO DELLA SOCIETÀ” – AL VIA IL CONCORSO NAZIONALE PER LE SCUOLE PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE “NEL NOME DEL RISPETTO”

PRESENTATO “RISPETTA TE STESSO E L’ALTRO DIVENTANDO UN SOGGETTO ATTIVO DELLA SOCIETÀ” – AL VIA IL CONCORSO NAZIONALE PER LE SCUOLE PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE “NEL NOME DEL RISPETTO”

27 Ott 2020

PERUGIA – Con il patrocinio della Provincia di Perugia, della Regione Umbria, della Prefettura di Perugia, del’Ufficio Scolastico Regionale e della Federazione nazionale dei diritti umani, è stata presentata in streaming dall’associazione “Nel nome del rispetto” la 5^ edizione del concorso-sondaggio nazionale rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, che ha per tema: “Rispetta te stesso e l’altro diventando un soggetto attivo della società”. L’edizione 2020-21 si arricchisce dei temi: “Il rispetto attraverso il linguaggio musicale” indirizzato esclusivamente agli studenti universitari e “L’intelligenza artificiale nel rispetto dell’intelligenza emotiva”.

“Il progetto – hanno spiegato Maria Cristina Zenobi e Cristina Virili, rispettivamente presidente e vicepresidente del sodalizio – vuole promuovere lo spirito critico da parte dei giovani perché siano parte attiva della società: spirito critico e non passivo, ponendo il rispetto per sé stessi e per gli altri come linea guida”.

“Non permetteremo al Coronavirus di fermarci – ha chiarito la Zenobi – ed anche quest’anno saremo consapevoli che il rispetto rende liberi, sostiene l’onestà intellettuale, la verità e la giustizia. Lo scorso anno abbiamo avuto la soddisfazione di aver visto famiglie intere coinvolte nel nostro progetto. Un’esperienza unica, che ha permesso a genitori e figli di instaurare un vero dialogo intorno a quest’argomento”.

L’incontro si è aperto con i saluti della presidente della Regione, Donatella Tesei, che segue le attività dell’associazione sin dagli esordi condividendone le finalità al punto che quando era al Senato aveva sostenuto la proposta dell’associazione di istituire la “Giornata nazionale del Rispetto”, un progetto che si augura possa concretizzarsi essendo quest’argomento un patrimonio di tutti, a prescindere dall’orientamento politico.

“Il rispetto, declinato in ogni ambito – ha detto la Tesei – deve tornare ad essere protagonista a partire dai bambini. La “Giornata del Rispetto” non dovrà essere una festa, ma un momento di impegno vero”.

Ha preso poi la parola il Prefetto di Perugia Armando Gradone, che nel solco di chi l’aveva preceduto ha aderito con grande convinzione e sensibilità al progetto dell’associazione. Il Prefetto ha ricordato come all’epoca del suo incarico in Sicilia avesse posto come cardine durante le innumerevoli iniziative nelle scuole sul tema della legalità il senso dell’amor proprio, ovvero il rispetto per sè stessi, per vivere una vita sana ed onesta, la fierezza di andare a testa alta senza piegare la schiena ai soprusi. “Il rispetto – ha detto Gradone – è aprirsi all’altro considerandolo il bene più prezioso che c’è”.

Nel portare i salti del presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, la consigliera Erika Borghesi, da sempre vicina all’associazione, ha evidenziato come la parola rispetto abbia la sua radice in “respicio”, che in latino significa voltarsi a guardare e quindi non ignorare l’altro, ma anche costruire autostima, forza e determinazione. “Rispetto – ha aggiunto – è sentirsi essere umano unico, speciale ed imperfetto, riconoscendo le proprie debolezze per cercare di migliorare e relazionarci con gli altri. Viviamo un momento tanto difficile a causa della pandemia, ma questa può essere l’occasione per costruire una società migliore e il lavoro dell’associazione ne è uno strumento”.

Parole, queste, alle quali si è associata la dirigente tecnica dell’Ufficio Ccolastico Regionale Maria Rita Pitone che, forte di un lungo percorso di docente in filosofia, ha accolto con grande interesse il progetto che in un periodo durante il quale le relazioni umane sono ridotte propone di non far perdere ai nostri ragazzi opportunità formative. “I punti di forza della proposta dell’associazione – ha detto – sono il fatto che copre tutte le fasce d’età trasferendo valori nel processo evolutivo che accompagna i giovani in tutto il percorso formativo, che coinvolge gli istituti di pena minorili e degli adulti, che ripropone con forza temi di educazione civica dentro i quali c’è un mondo”.

Nuovo testimonial dell’associazione è il già Procuratore generale e magistrato Fausto Cardella, molto interessato da anni al percorso formativo del sodalizio al quale ha offerto sempre importanti spunti di riflessione sullo stretto rapporto tra diritto e rispetto. “Ho partecipato a quasi tutti gli incontri promossi dall’Associazione – ha dichiarato Cardella – e difficilmente ho trovato tanto interesse da parte dei ragazzi, che non si distraggono. Evidentemente vengono scelti gli argomenti giusti, preceduti dalla proiezione di un film che stimola il confronto. Le volte che ho partecipato forse ho dato qualcosa, ma ho ricevuto tanto”.

Cardella, presidente della Fondazione “Umbria contro l’usura”, ha quindi auspicato di realizzare un’alleanza proficua con “Nel nome del Rispetto”.

Idea subito accolta da Maria Cristina Zenobi, che ha ricordato come i film di Gianfranco Albano siano una pietra miliare dell’Associazione.

Dal gen. Giuseppe Meglio, storico testimonial del sodalizio, è arrivata l’esortazione a genitori ed insegnanti ad essere un esempio per i giovani: “No parole – ha affermato – ma precisi e forti punti di riferimento con cui rispecchiarsi e confrontarsi”. Il gen. Meglio si è quindi soffermato a valutare il gap comunicativo tra figli e genitori determinato da un cattivo uso dei mezzi tecnologici. “Va invece attivata l’intelligenza emotiva – ha spiegato – che aiuta ad acquisire empatia fondamentale per comprendere il punto di vista degli altri”.

Paolo Maria Vissani (presidente dell’associazione Adam) ha invece puntato l’attenzione sul rispetto della persona come chiave di volta per snocciolare tutti gli altri “rispetti” e si è soffermato quindi a considerare come “dobbiamo riappropriarci dell’arte di tacere, che è poi l’arte dell’ascolto”. “Si assiste – ha aggiunto – all’inflazione delle parole, e la parola perde di significato quando è abusata. Oggi tutti si parlano addosso, mentre esiste l’arte del parlare e del comunicare, del dialogo e del dibattito. Un rispetto che abbiamo dimenticato”.

Uno dei temi del concorso, rivolto unicamente agli studenti universitari, è dedicato all’intelligenza artificiale e di questo ha parlato il prof. Giuseppe Liotta (docente alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia), che ha spiegato come i giovani, attratti dagli ambienti digitali, rischino l’isolamento. “Per un corretto uso di questi mezzi – ha chiarito – occorre insegnare già dalle scuole primarie un pensiero computazionale, occorre aiutarli a ragionare utilizzando la logica affinché non rimangano intrappolati nel consumare tecnologia digitale, inconsapevoli di quello che stanno facendo”.

Alla presentazione ha partecipato Mario Campagnuolo (autore del libro “Niente è più come prima”), che ha offerto spunti di riflessione al concorso.

È stata inoltre istituita la figura dell’ambasciatore di “Nel nome del Rispetto”: già rappresentanti di 10 regioni d’Italia (tutti insegnanti e dirigenti) hanno dato la loro adesione ed aiuteranno con entusiasmo l’associazione nella diffusione della cultura del rispetto.