PROROGATE FINO AL 30 APRILE LE MOSTRE “L’ISTITUTO BEATA MARGHERITA DI CITTÀ DI CASTELLO – TRA STORIA E MEMORIA”

PROROGATE FINO AL 30 APRILE LE MOSTRE “L’ISTITUTO BEATA MARGHERITA DI CITTÀ DI CASTELLO – TRA STORIA E MEMORIA”

24 Mar 2022

CITTÀ DI CASTELLO – Il Museo Diocesano e la Tipografia “Grifani-Donati” di Città di Castello comunicano la proroga fino a domenica 30 aprile delle due mostre documentarie e fotografiche dal titolo “L’Istituto Beata Margherita di Città di Castello – Tra storia e memoria”, allestite nella Sala documentaria del Museo in Piazza Gabriotti e nella sede della Tipografia in Corso Cavour.

Le esposizioni, inaugurate venerdì 25 febbraio, hanno come finalità quella di ricordare i momenti più significati della storia dell’Istituto dalla sua nascita avvenuta il 4 ottobre 1919 fino alla sua chiusura nel 1999.

Le mostre, ad ingresso gratuito (obbligatorio Super Green Pass) sono aperte dal martedì alla domenica con orario 10-13 e 15,30-17,30.

 

In occasione dell’inaugurazione delle mostre è stato presentato un video realizzato da Maria Vittoria Lensi ed Alberto Maria Ottaviani che raccoglie alcune significative testimonianze della storia dell’Istituto e che si può vedere su You Tube nel sito

www.diocesidicastello.it

“La Diocesi – precisa Catia Cecchetti, direttrice del Museo Diocesano – ha inteso così ricordare l’impegno caritativo dell’Istituto durato ben 80 anni sotto la protezione della Beata Margherita, oggi Santa, e guidato dalle Suore Serve di Maria di Maria Riparatrici in aiuto dei non vedenti provenienti da tutt’Italia, con la finalità di garantire loro sostegno ed accoglienza ma anche inserimento sociale e professionale. Il video ricorda alcune delle figure fondamentali grazie alle quali l’Istituto è nato e si è nel tempo dotato di tutte le necessarie strutture e attrezzature per l’accoglienza e la formazione fino alla Scuola Media interna ed alla Scuola per centraliniste telefoniche dell’Istituto professionale di Stato “Felice Cavallotti”: dal suo fondatore, il canonico Giacinto Faeti, ai suoi instancabili successori, il canonico prof. Don Enrico Giovagnoli e Mons. Vincenzo Pieggi, fino ad arrivare a tempi più recenti, in un’opera preziosa che coinvolto sacerdoti, Madri superiori, insegnanti, educatori e volontari”.