7 Gen 2026
PERUGIA – Lorenzo ha 22 anni e un modo gentile di stare al mondo. È uno di quei ragazzi che parlano piano, con un sorriso timido, ma che quando si apre rivela un universo ricco di immagini, musica ed emozioni. L’arte, in tutte le sue forme, lo accompagna da sempre.
Studia Lettere Moderne perché sogna di diventare un insegnante capace di illuminare gli altri. Nel frattempo, coltiva una passione cresciuta un po’ alla volta: il cinema. Un mondo che ha conosciuto grazie alle realtà locali, un piccolo cinema dove ancora oggi lavora.
Alla musica, invece, Lorenzo ci è arrivato da sempre. Suona il pianoforte e la sua anima sensibile è attratta da ciò che vibra. Da qualche estate partecipa all’Humus Music Fest, il festival di musica indipendente che prende vita sulle rive del Lago Trasimeno, organizzato dall’associazione Doremilla. La stessa realtà presso cui ha iniziato il suo Servizio Civile, trovando un equilibrio inatteso: quello tra una passione che lo muove e un impegno che lo fa crescere.
Doremilla è un luogo che somiglia alle persone che lo abitano; una scuola di musica, ma anche uno studio di registrazione, una sala prove, un piccolo laboratorio di possibilità. È soprattutto una comunità, gente che crede nella musica, che la vive come un linguaggio universale, un ponte verso gli altri.
Questo lavoro , così vicino ai suoi interessi, gli ha permesso di “riscoprire un’energia nuova”. Perché Lorenzo, con la sua indole discreta e quella paura sottile di non essere mai abbastanza, appartiene a quella generazione che spesso si blocca prima ancora di cominciare. Ma il Servizio Civile gli ha mostrato che può farcela, che ha qualcosa da offrire, che è in grado di sostenere un ruolo attivo in un contesto sociale fatto di persone, relazioni, responsabilità.
Lo definisce “un momento utile per cambiare prospettiva”. Durante la formazione con gli altri volontari ha sentito nascere un’energia collettiva forte, capace di risvegliare speranza e fiducia. È quella sensazione rara, quasi dimenticata, di capire che insieme è ancora possibile costruire qualcosa di autentico, di bello, di umano.
Lorenzo non è una persona che ama stare al centro dell’attenzione. É un creativo, sensibile, un po’ introverso e forse è proprio questo il suo talento più grande: trasformare la sua delicatezza in forza e la sua timidezza in un modo speciale di abitare il mondo.
L’intervista a Lorenzo Santibacci è stata realizzata da Erika Biondo, laureanda in Filosofia ed Etica delle Relazioni presso l’Università di Perugia e tirocinante presso il Cesvol Umbria ETS – sede di Perugia.