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“RAGAZZI DI FERRO”, NUOVO PUNTO D’ASCOLTO ASSIEME A CESVOL PERUGIA CENTRO

PERUGIA – E’ una nuova vetrina per l’associazione, quello che la presidente Giancarla Maio auspicava. Martedì 4 febbraio, alle ore 11:00, ha avuto luogo presso lo Sportello del Cittadino della Provincia di Perugia l’inaugurazione del nuovo punto d’ascolto per i ‘Ragazzi di Ferro’. Una sede nel centro di Perugia, in coabitazione con Cesvol Perugia centro, che sarà gestita da entrambe le associazioni. “Il progetto del nuovo punto d’ascolto parte dal territorio, per promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi” – si apprende dall’associazione.

Il professor Gaetano Mollo è il responsabile scientifico del progetto, il dr. Roberto De Vivo e Flavio Boschi gli attuatori. E’ il consigliere della Provincia di Perugia Erika Borghesi a commentare con soddisfazione. “Un’azione concreta, visibile, a cui teniamo moltissimo. Oggi apre ufficialmente i battenti il punto di ascolto sul bullismo, realizzato in collaborazione con il Cesvol e l’associazione Ragazzi di Ferro. Parte dal 2000 questo progetto, da quando abbiamo firmato un protocollo d’Intesa per
l’utilizzo dello Sportello del Cittadino della Provincia di Perugia, come punto di riferimento
per i cittadini interessati ad associazioni che lavorano su temi specifici”. Ogni terzo giovedì del mese esperti e volontari sono a disposizione di ragazzi, ma anche di genitori e insegnanti, per confrontarsi con bullismo e cyberbullismo. Il presidente Cesvol Umbria Giancarlo Billi ha parlato di “momento importante per l’associazionismo, fiore all’occhiello della nostra regione. Il Cesvol sostiene concretamente chi fa volontariato. Faccio un appello alle Fondazioni bancarie, che dovrebbero aiutare chi lavora su problematiche attuali come il bullismo”. Il professore dell’Università di Perugia Gaetano Mollo associa il bullismo a un malessere diffuso, che va trasformato in benessere. Come? “Attraverso lo sport e un’educazione più formativa e meno educativa. I ragazzi non vanno giudicati bene solo se stanno seduti composti, ma anche se hanno socialità con la classe. E’ più importante il loro sviluppo emotivo e il loro approccio positivo alle problematiche”.

I ‘Ragazzi di Ferro’ dal 2007 conferiscono reale sostegno alle vittime di violenze fisiche e psicologiche. Spesso si tratta di giovanissimi, di ragazzi che hanno addirittura tentato il suicidio. In concreto, la presidente Giancarla Maio ribadisce che “la nostra associazione è contro quei genitori che lasciano i figli a loro stessi, magari in compagnia di un telefonino. Io considero le famiglie le vere colpevoli del mondo in cui viviamo”. Dal 2018 la sede dell’organizzazione è a Marsciano, in via del vocabolo Pettinaro n. 246. Sito web: https://www.ragazzidiferro.it/ . ‘Ragazzi di Ferro’ è stato scelto proprio dalla figlia, quando aveva 7 anni, “che un giorno mi disse: noi siamo ragazzi e ragazze di ferro. Perché chi ci insulta ci ammacca, ma non ci abbatte. Noi abbiamo una corazza”. Una storia orribile la sua: ironie verbali, violenze fisiche e psicologiche subìte. E la sorella minore soffre di isolamento sociale. “Parlando dell’associazione, sono tante le attività che promuoviamo: attività all’aria aperta, per esempio, tiro con l’arco nei campi che stiamo realizzando. Inoltre attività manuali, archeologiche-sperimentali. Conciamo le pelli. Fare homeschooling non significa isolarsi dal mondo: noi e le tutor, ci spendiamo portandole ai musei, alle mostre, a concerti, a teatro, insegnando loro forse anche meglio che in un’aula scolastica. La scuola non ha i mezzi per mettere in pratica cose del genere, anche se esistono pure ottimi insegnanti” – sottolinea Giancarla Maio. Fare le cose insieme, un modo di fare condivisione diverso da quello a cui sono oggi abituati, a causa di smartphone e tecnologie, i ragazzi di oggi.

Il Cesvol, attraverso i propri servizi, sostiene le attività dei ‘Ragazzi di Ferro’. Tra le altre cose, nel 2018 è stato pubblicato il libro ‘No! Io…resto qua!’, editoria sociale di Cesvol Perugia Editore. Nel libro Cetty Mammino, giornalista e blogger che si occupa del fenomeno del cyberbullismo, intervista Giancarla che racconta la decisione di iniziare quest’avventura. “Lottavo da sola, quando tanti altri adulti si trovano a vivere simili problemi coi propri figli”. Un dovere quello di portare via la figlia dalla scuola pubblica: “Era ed è tuttora emarginata continuamente, è perciò in terapia. Nei paesini locali questo è un ulteriore motivo di chiacchiericcio. In terza elementare ha cambiato scuola per riuscire ad arrivare fino in quinta. Alla medie, però, ha ritrovato gli stessi bulli. A mia figlia hanno bruciato i capelli, compiuto atti di bullismo che ho raccontato nel libro, senza fare nomi”. Dal bullismo al cyberbullismo il passo è breve: “Internet ha amplificato tutto. Mia figlia ha avuto a 12 anni il profilo social rubato. Per non parlare dei numeri di telefono scritti sui muri dei bagni. Alcune telefonate le riceveva da uomini della frazione, pure anziani. Certo, il prepotente di turno nelle classi l’abbiamo visto in ogni epoca. Ma oggigiorno i ragazzi bullizzati vengono esortati a buttarsi dalla finestra”. La figlia più piccola, fin da quando aveva un anno, ha sofferto per situazioni orribili e oggi evita ogni contatto sociale. L’associazione ‘Ragazzi di Ferro’ è un luogo fisico in cui l’accoglienza e l’accettazione sono al centro dell’attenzione. E’ sorto oggi un nuovo punto d’ascolto a Perugia per vittime di bullismo e cyberbullismo.

Michele Baldoni – comunicazione Cesvol Umbria