RARISSIMO INCUNABOLO DI CICERONE NEL FONDO ANTICO DELLA BIBLIOTECA DI CITTÀ DI CASTELLO: NE ESISTONO SOLO POCHISSIME COPIE IN TUTTO IN MONDO. LA SCOPERTA DURANTE LA TESI ON LINE DEL TIFERNATE GIULIO PASQUI  

RARISSIMO INCUNABOLO DI CICERONE NEL FONDO ANTICO DELLA BIBLIOTECA DI CITTÀ DI CASTELLO: NE ESISTONO SOLO POCHISSIME COPIE IN TUTTO IN MONDO. LA SCOPERTA DURANTE LA TESI ON LINE DEL TIFERNATE GIULIO PASQUI  

4 Mag 2021

CITTÀ DI CASTELLO – Si è conclusa con una buona notizia la prima sessione di tesi on line nella sala conferenze delle Biblioteca comunale “Giosuè Carducci” di Città di Castello. Dall’ultima tesi in programma dedicata proprio alla storia della Biblioteca tifernate è emerso che nel Fondo antico si trovano 3 incunaboli e 7 cinquecentine finora non catalogate e tra questi un incunabolo delle “Orazioni” di Cicerone che risale alla seconda metà del Quattrocento di cui ne rimangono in tutto il mondo solo 10 copie ed un volume del 1491 curato da Angelo da Tiferno, uno dei più importanti umanisti della città.

Queste le novità emerse dalla tesi “Incunaboli e cinquecentine della Biblioteca comunale di Città di Castello” di Giulio Pasqui, tifernate laureatosi con 110 e lode in Scienze Archivistiche e Biblioteconomiche all’Università di Firenze grazie ad un lavoro di ricerca nell’archivio storico della Biblioteca di Città di Castello che nel 2020, durante il periodo del lockdown, ha compiuto praticamente in solitudine a Palazzo Vitelli a San Giacomo.

L’assessore alla cultura Vincenzo Tofanelli commenta così la notizia: “La tesi “Incunaboli e cinquecentine della Biblioteca comunale di Città di Castello” con relatrice la prof.ssa Maria Enrica Vadalà e correlatore esterno il prof. Graziano Ruffini, è solo il primo passo di una ricostruzione più ampia e profonda che gli stessi docenti della commissione di laurea hanno auspicato per l’importanza degli elementi emersi e per gli interessanti sviluppi che potrebbe avere tracciare la storia di volumi rarissimi. Su Fondo antico ed Archivio storico si registra un nuovo interesse sia da parte dei tecnici che degli studiosi, mentre è imminente il trasferimento dell’attuale sede e la valutazione su un eventuale sito definitivo che tenga insieme tutto il patrimonio che Città di Castello conserva. La tesi di Giulio Pasqui valorizza questo patrimonio ed insieme la storia della Biblioteca, un’istituzione culturale da sempre centrale nella vita pubblica della città”.

“La prima parte della ricerca – spiega Giulio Pasqui sintetizzando la sua tesi – parla in effetti di come la Biblioteca si sia formata per aggregazione di lasciti privati, a partire dal primo nucleo costituito dal fondo donato nel 1746 dall’avvocato Lorenzo Smirli Mori. Soltanto 90 anni dopo però verrà aperta al pubblico, allestita al primo piano del Palazzo comunale. Approfondendo lo studio su incunaboli e cinquecentine da metà Quattrocento a metà Cinquecento ho scoperto 10 volumi non catalogati, principalmente testi legali, diritto canonico e civile, un testo di Seneca, altri di letteratura latina, ma tra questi anche un incunabolo delle “Orazioni” di Cicerone di cui rimangono solo 10 copie censite in tutto il mondo ed uno del 1491 curato da Angelo da Tiferno, uno dei più importanti umanisti della città”.

“L’idea delle tesi on line nella Biblioteca, lanciata dal capogruppo della Lega Giorgio Baglioni, integrata dalla consigliera del Pd Letizia Guerri e raccolta dal Consiglio comunale, funziona. Molti studenti – conclude Tofanelli – stanno facendo domanda on line sul sito del Comune www.comune.cittadicastello.pg.it, per approfittare di questa possibilità che per ora rimane aperta anche nelle sessioni future. Credo di parlare anche a nome del Consiglio comunale affermando che siamo riusciti a dare una cornice adeguata ad un momento comunque storico nella vita di tanti giovani, mettendo a leva le potenzialità del nostro patrimonio e dei contenitori di pregio che abbiamo rifunzionalizzato”.