“Red Hand Day” , Giornata mondiale contro bambini soldato. Ancora 250.000, secondo l’Onu, i minori sfruttati in guerre e combattimenti

“Red Hand Day” , Giornata mondiale contro bambini soldato. Ancora 250.000, secondo l’Onu, i minori sfruttati in guerre e combattimenti

12 Feb 2021

Il 12 febbraio 2021 si è celebrato il “Red Hand Day”, la Giornata mondiale contro lo sfruttamento dei minori costretti a combattere in conflitti annosi, dalla Siria allo Yemen. Bambini soldato ancora oggi, secondo l’Onu, circa 250.000 in tutto il pianeta.

Nella Giornata mondiale contro l’uso dei bambini soldato, anche detta “Red Hand Day”, istituita il 12 febbraio 2002 dall’Assemblea delle Nazioni Unite, con la ratifica a oggi da parte di 153 Paesi del “Optional Protocol to the Convention on the Rights of the Child on the involvement of children in armed conflict”, riflettere su questo tema è un dovere civile ed etico. Secondo l’Onu, in almeno in 14 Paesi, circa 250mila bambini e bambine sono costretti a combattere.

Secondo un report del Segretariato generale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati, pubblicato il 9 giugno del 2020, ben 820 bambini sono stati arruolati in Siria negli ultimi anni, 557 sono quelli rimasti mutilati. Secondo la stessa fonte, “gli incentivi utilizzati per incoraggiare i bambini a entrare nell’esercito sono i salari, le ideologie e l’influenza della famiglia o della comunità. Anche le ragazze si uniscono a questi gruppi armati e cercano di sfuggire agli abusi o ai matrimoni combinati”.

Il report “No place for children”, pubblicato dall’Unicef già nel 2016, evidenziava che “alcuni bambini-soldato in Siria ricevono stipendi fino a 400 dollari al mese. Le famiglie prese di mira dai reclutatori sono in genere povere e si sa che i reclutatori promettono di pagare e vestire i bambini per il loro arruolamento”. Nessuna delle parti che hanno preso parte al conflitto ha evitato l’arruolamento dei bambini: il governo siriano, sebbene la legge ponga l’età minima per il servizio militare a 18 anni, le Syrian Democratic Forces (Sdf, la componente curdo-araba in prima fila contro l’Isis), i ribelli confluiti nel Free Syrian Army (inizialmente composto da militari disertori anti-regime e poi allargato a civili che hanno imbracciato le armi, con il sostegno del governo turco). Anche in questo quadro drammatico, l’Isis ha avuto un ruolo predominante, con la riduzione in schiavitù, solo nel 2015, di 3500 tra donne e bambini, e tra questi bambini molti sono stati costretti a imbracciare le armi.

Minori sfruttati in tutto il mondo. Molti bambini nati in contesti ostili, che non hanno mai vissuto un giorno di pace, sono impiegati, sacrificati bisognerebbe dire, in annosi conflitti in Paesi come il Sud Sudan, la Repubblica Democratica del Congo, la Nigeria, la Libia, la Somalia, l’Afghanistan, il Myamar, le Filippine, lo Yemen, l’Iraq, la Colombia. Secondo le Nazioni Unite nel mondo ci sono 56 gruppi armati e sette eserciti regolari che reclutano bambini. Emergenza vera e propria.

Michele Baldoni