“SALUS-BUS”: IL DISAGIO AL TEMPO DEL COVID NEI RACCONTI DEI PROTAGONISTI. PROGETTO DELL’APS “C’ENTRO” CON ZONA SOCIALE N. 1 E C.R.I.

“SALUS-BUS”: IL DISAGIO AL TEMPO DEL COVID NEI RACCONTI DEI PROTAGONISTI. PROGETTO DELL’APS “C’ENTRO” CON ZONA SOCIALE N. 1 E C.R.I.

19 Gen 2021

CITTÀ DI CASTELLO – Si chiama “Salus-Bus” ed è un racconto itinerante del disagio al tempo del Covid.: il progetto, curato da Paola Conti, è finanziato da Ministero e Regione

“Siamo molto orgogliosi – dichiara l’assessore alle politiche sociali Luciana Bassini – di poter dare un contributo a politiche sociali di qualità anche in un momento delicato in cui tutti i nostri parametri di intervento sono saltati davanti ad un evento inedito che mina alle fondamenta la sicurezza sociale ed economica e crea nuovi poveri e nuovi esclusi. Il “Salus-Bus” cerca i portatori di una vulnerabilità sconosciuta nei luoghi dove vivono e la racconta per permettere di calibrare le forma di contrasto e di compensazione”.

Il progetto “Salus-Bus” è promosso da C’entro Aps in partnership con il Comitato di Città di Castello della Croce Rossa Italiana, con l’adesione di Zona sociale n.1, Usl Umbria 1, Spi-Cgil Alto Tevere, Cisl Umbria e Become Umbria Aps.

“Si tratta – prosegue la Bassini – di una ricerca-azione che si sviluppa in tutto l’Alto Tevere con l’obiettivo di contribuire a disegnare politiche attive di prevenzione della vulnerabilità sociale, che dall’inizio dell’emergenza Covid-19, ha focalizzato le proprie risorse su tre principali linee di intervento, come spiega la progettista Paola Conti, presidente di C’entro Aps: “Lo scopo – dichiara – è quello di capire quali siano i bisogni attuali e le risposte più appropriate, ossia cosa bisogna fare d’urgente e per chi: il tutto attraverso un’indagine che ha coinvolto decine di professionisti dei Servizi sociali e sanitari territoriali, volontari e cittadini. I risultati, di estremo interesse, sono stati pubblicati sia in un volume, disponibile anche in formato digitale, dal titolo “Equità oltre Covid-19” che ho curato, sia in audio-video divulgativi presenti su YouTube. Le pubblicazioni riportano un racconto corale di decine di persone a cui è stato chiesto di fermarsi a riflettere sulla propria esperienza e sul proprio vissuto nelle diverse fasi della pandemia. È stato emozionante raccogliere le testimonianze e di grande responsabilità far emergere quanto di universale e unico ognuna di esse rappresentasse”.

La ricerca ha indicato, tra i bisogni più impellenti, quello della povertà sanitaria a cui si vuole contribuire a rispondere attraverso un servizio denominato “Ambulatorio solidale mobile”, attivato dal Comitato di Città di Castello della Croce Rossa Italiana in raccordo con medici di medicina generale e specialisti aderenti al progetto. È stato inoltre attivato un servizio di promozione della salute e della qualità della vita delle donne con malattia oncologica o cronica, particolarmente colpite dalle ripercussioni dell’emergenza Covid: tale servizio eroga in sicurezza prestazioni quali consulenze di estetica oncologica, nutrizione in oncologia, shiatsu, oltre ad esperienze nel campo dell’arte e creatività proposte in in collaborazione con Spazio Seme di Arezzo.

“Il nostro territorio – aggiunge Paola Conti – è ricco di umanità e talenti. Talvolta i soggetti non dialogano o non riescono a collaborare stabilmente. In questo momento l’auspicio di tutti i partecipanti al progetto è che si riesca a farlo a vantaggio comune. In tempi di emergenza Covid-19, il tema dell’inclusione e della lotta alle diverse forme di povertà e vulnerabilità è infatti di fondamentale importanza e l’aver verificato, attraverso l’indagine, come persone nuove e sempre più numerose stiano rivolgendosi per la prima volta ai servizi sociali per chiedere aiuto o stiano rinunciando per difficoltà economiche ad una parte delle cure non Covid ci impone di chiederci come si possa non lasciare indietro nessuno, a partire da chi si trova in condizioni di svantaggio”.

“Nuovi problemi, bisogni e divari – conclude la Bassini – stanno ridisegnando le priorità dell’azione pubblica e delle comunità locali, chiamando ad una collaborazione solidale, innovativa e sostenibile le Istituzioni, gli Enti del Terzo Settore, gli attori economici, i professionisti e i cittadini stessi. L’augurio è che tutti possano leggere ed ascoltare con interesse e gentilezza le parole degli intervistati, riportate in forma anonima nel volume e nei video: le stesse propongono infatti uno scorcio di realtà che tutti i cittadini dovrebbero conoscere. Da parte nostra cercheremo anche grazie al “Salus-Bus” di dare risposte immediate ai bisogni dei soggetti più fragili e vulnerabili”.

Per ricevere informazioni o copia dei materiali scrivere alla mail info.associazionecentro@gmail.com o visitare il sito www.centrocommunity.com