29 Giu 2026
SAN GIUSTINO – Un pubblico numeroso e profondamente coinvolto ha partecipato alla presentazione del libro “La grande bambina” di Serena Marino, organizzata dal Comune di San Giustino in collaborazione con AMI (Avvocati Matrimonialisti Italiani) Umbria e svoltasi martedì 23 giugno al Museo del Tabacco.
L’incontro, caratterizzato da momenti di intensa emozione e profonda riflessione, ha affrontato temi delicati e di grande attualità come la violenza domestica, la violenza assistita e le conseguenze che tali esperienze possono lasciare nell’infanzia e nella vita adulta.
Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali di Sarah Bistocchi (presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria) e Loretta Zazzi (assessore alla cultura del Comune di San Giustino). A seguire ci sono stati gli interventi della dott.ssa Edi Salvadori (psicologa clinica, psicopedagogista e mediatrice familiare) che ha approfondito il tema “Amore inverso”, e dell’avv. Nada Lucaccioni (presidente AMI Umbria e moderatrice dell’incontro), che ha affrontato il tema “Minori e violenza assistita”.
L’iniziativa era incentrata sul racconto di Serena Marino e della sua opera autobiografica, un libro che rappresenta molto più di una semplice testimonianza personale. “La grande bambina” racconta infatti la storia di una bambina costretta a crescere troppo in fretta, privata della spensieratezza dell’infanzia e precocemente adultizzata a causa di un contesto familiare segnato dalla paura, dagli abusi e dalla violenza esercitata da un padre violento.
Attraverso le pagine del libro, l’autrice ripercorre un cammino doloroso ma necessario, trasformando il proprio vissuto in uno strumento di consapevolezza e speranza. Un viaggio interiore che l’ha portata a guardare negli occhi le ferite del passato per restituire voce a quella bambina che per troppo tempo era rimasta in silenzio.
La scrittura del libro non è stata semplice. Serena Marino ha raccontato di aver iniziato più volte questo progetto senza riuscire per lungo tempo a portarlo a termine. Soltanto dopo un lungo percorso personale è riuscita a trovare la forza di completarlo, racchiudendo tra le sue pagine il dolore e la sofferenza, ma anche la resilienza e la possibilità di rinascere.
Particolarmente intenso è stato anche il momento dedicato al confronto con il pubblico, aperto da Anna Maria Massai che ha dialogato con l’autrice nella duplice veste di volontaria del gruppo “Liberediessere” e di lettrice che aveva già avuto modo di conoscere ed apprezzare il libro. Nel suo intervento, la stessa ha evidenziato “la profonda sensibilità che attraversa l’opera di Serena Marino e il grande coraggio dimostrato dall’autrice nel trasformare una storia personale di sofferenza in una testimonianza capace di parlare a molte altre persone”.
Un dialogo autentico e partecipato che ha favorito il coinvolgimento del pubblico ed aperto ulteriori riflessioni sui temi della violenza domestica, dell’infanzia negata e dei percorsi di rinascita.
Nel corso dell’incontro, Serena Marino ha spiegato come la scrittura sia stata per lei una necessità: un modo per dare un nome alle ferite e trasformare il silenzio in parola. Il libro nasce infatti dal bisogno di dare voce a ciò che troppo spesso resta nascosto e di raggiungere chi ha bisogno di sentirsi dire che non è solo.
Per l’autrice, “La grande bambina” parla delle bambine costrette a diventare grandi troppo presto, ma anche delle donne adulte che scelgono di tornare da quella bambina per proteggerla, accoglierla e finalmente prendersene cura.
“La grande bambina” – ha detto Serena Marino, lasciando al pubblico un messaggio di speranza, forza e rinascita – racconta che si può attraversare il dolore senza restarne prigionieri”.
A racchiudere il senso più profondo dell’opera è una delle frasi simbolo del libro: “Adesso finalmente puoi fare la bambina, puoi smettere di essere grande, adesso ci penso io a te, adesso ti proteggo io”.
Parole che rappresentano il ritorno alla propria parte più fragile ed autentica, la possibilità di accogliere le ferite del passato senza esserne più definiti.
La serata si è conclusa con un lungo e sentito applauso, testimonianza dell’emozione suscitata da una storia nata dal dolore ma rivolta alla rinascita.
Un incontro che ha ricordato come ogni storia meriti ascolto e come la cultura, la testimonianza e il dialogo possano diventare strumenti preziosi di consapevolezza, prevenzione e cambiamento. Perché, come emerso con forza durante tutta la presentazione, ogni parola può essere un passo verso casa, verso sé stessi e verso la propria rinascita.
A conclusione dell’incontro, Serena Marino è stata invitata ad entrare a far parte dell’associazione “Liberediessere” del Comune di San Giustino: un gesto significativo che conferma il valore umano e sociale della sua testimonianza e il suo impegno nel trasformare la propria esperienza in ascolto, vicinanza e speranza per altre donne. Perché “La grande bambina” non è soltanto un libro: è una voce che rompe il silenzio, un invito a riconoscere le proprie ferite e, soprattutto, un messaggio di forza per chi desidera ritrovare sé stesso e ricominciare.