SCOMPARSA DEL PROF. LANFRANCO ROSATI – TANTI I MESSAGGI DI CORDOGLIO

SCOMPARSA DEL PROF. LANFRANCO ROSATI – TANTI I MESSAGGI DI CORDOGLIO

15 Giu 2020

CITTÀ DI CASTELLO – Nella giornata di domenica, nella sua abitazione di Città di Castello, è scomparso il prof. Lanfranco Rosati, figura di spicco del panorama culturale umbro, nazionale ed internazionale. Tanti i messaggi di cordoglio.

 

SCHEDA DEL PROF. LANFRANCO ROSATI (a cura del prof. Rosario Salvato) 

Lanfranco Rosati, fiero eugubino di nascita nel gennaio del 1938, presto trasferitosi a Città di Castello per ragioni di lavoro del padre, ha cominciato il percorso di ricerca della sua lunga carriera accademica alla fine degli anni ’60 nella Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Siena sede di Arezzo, sotto la prestigiosa guida di Mario Mencarelli, uno dei più importanti studiosi internazionali di area pedagogica, noto soprattutto per le sue ricerche sull’educazione permanente. Dal 1995 Professore ordinario di Didattica generale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia, poi Rettore Magnifico dell’Università e-Campus dalla sua fondazione e Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È stato delegato italiano al Consiglio d’Europa dal 1972 al 1975 ed ha partecipato in quanto tale ai Symposia internazionali, anche da Rapporteur. Ha pubblicato presso le più note case editrici circa un centinaio di volumi e saggi, alcuni dei quali tradotti in lingua straniera. Ha tenuto innumerevoli conferenze in Italia e all’estero. Ha sempre dato molta attenzione alla formazione dei suoi collaboratori, fornendo occasioni concrete di ricerca e creando una rete di studiosi in tutt’Italia, tale da configurare una vera e propria scuola di appartenenza, riconosciuta dalla comunità internazionale, sugli originali temi della Didattica della cultura. Già Direttore scientifico del Centro interregionale di Studi e di Ricerche sulla Civiltà appenninica e Condirettore della Rivista Educazione Permanente, è stato membro del Comitato editoriale della Rivista Prospettiva EP ed ha collaborato con le riviste Gulliver, La Didattica dell’Editore Laterza, Pedagogia e vita dell’Editrice La Scuola, oltre che con le Riviste scolastiche di quest’ultima casa editrice (Scuola e Didattica, Scuola Italiana Moderna). È stato responsabile della Sezione didattica della rivista Scuola Italiana Moderna. Fondatore e direttore scientifico del Laboratorio (La.R.F.Di.) della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo perugino, è stato Direttore dell’Istituto di Pedagogia della Facoltà. Tra le tantissime pubblicazioni, da segnalare un volume del 1988, “Metodologia della cultura e didattica”, testo fondamentale per la formazione di un’intera generazione di insegnanti. Gli ultimi importanti contributi di un’intensa attività, proseguita senza sosta anche dopo il pensionamento, sono: Il metodo nella didattica. L’apporto delle neuroscienze (La Scuola Ed.), La fine di un’illusione (Morlacchi), La terza rivoluzione dell’apprendimento nell’era di Internet (Margiacchi-Galeno), Per una didattica speciale di qualità. Dalla conoscenza del deficit all’intervento inclusivo (Morlacchi), Il cervello non mente (Margiacchi-Galeno), Nuove frontiere della pedagogia (Anicia), L’uomo e la cultura. L’universo dei significati (Morlacchi), Le ragioni del comportamento. Il pilota automatico (Aracne). Da ricordare la sua partecipazione alla vita culturale di Città di Castello, con instancabile disponibilità. Giornalista pubblicista per La Nazione dal 1965 al 1980, ha collaborato con il Messaggero e con il Corriere della Sera

 

CORDOGLIO DEL SINDACO TIFERNATE LUCIANO BACCHETTA PER LA SCOMPARSA DEL PROFESSOR LANFRANCO ROSATI

“La scomparsa di un amico, un uomo di cultura, della scuola, dell’università e del giornalismo come il professor Lanfranco Rosati è senza dubbio una notizia che colpisce direttamente al cuore tutti coloro che hanno avuto l’onore e il piacere di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane, il garbo, la raffinatezza professionale ed il senso di appartenenza alla comunità locale, dove ha sempre vissuto ed è sempre tornato dopo i mille impegni nazionali ed internazionali che l’hanno visto protagonista assoluto nel settore della didattica e dell’università. Lanfranco Rosati era per tanti di noi un maestro di vita, un padre, un amico, una persona perbene con il sorriso e l’affabilità innata che aveva nei modi di porsi in ogni circostanza pubblica e privata. Lo vogliamo ricordare, oggi che ci ha lasciati, con quel sorriso e senso di altruismo e disponibilità che aveva in particolare verso i giovani che amava tanto nel suo lavoro a scuola, nell’università e nella nostra città e che incitava sempre ad andare avanti per la propria strada a testa alta nel raggiungimento degli obiettivi professionali e di vita dei loro sogni. Caro Lanfranco la città oggi piange la tua scomparsa ma non ti dimenticherà mai, perché i segni che hai lasciato sono indelebili e resteranno per sempre nei cuori e nella mente di tutti”. È quanto dichiarato dal sindaco Luciano Bacchetta appena appresa la notizia della scomparsa all’età di 82 anni del professor Lanfranco Rosati, eugubino di nascita ma tifernate di adozione. Il sindaco Bacchetta, a nome della Giunta, del Consiglio comunale e della comunità tifernate rivolge alla moglie Marcella Massa ed ai figli Mario, Agnese e Rita le più sentite condoglianze.

 

SCOMPARSA DEL PROFESSOR LANFRANCO ROSATI – IL RICORDO DEI GIORNALISTI TIFERNATI 

I giornalisti di Città di Castello e dell’alta Umbria in particolare (Città di Castello e Gubbio) piangono la scomparsa del professor Lanfranco Rosati, decano della stampa tifernate ed eugubina, per decenni protagonista assoluto anche della professione in ambito regionale e nazionale. Elencare quello che ha scritto e detto il “maestro” Lanfranco, l’amico, il professore, è compito impossibile per la vastità del suo operare nel mondo dell’informazione da vero innovatore e precursore dei tempi e dell’incedere della tecnologia. Dalla lettera “32” all’elaborazione e i disegni dei menabò all’invio dei pezzi e foto con il “fuorisacco” dalle redazioni che ha frequentato da protagonista (come corrispondente de Il Mattino, Il Messaggero, La Nazione, Il Corriere della Sera ed interventi ed editoriali anche sul Corriere dell’Umbria ed apparizioni televisive e radiofoniche) Lanfranco Rosati anche dopo con l’avvento dell’hi-tech e della rete ha lasciato il segno indelebile della sua signorilità e capacità di scrivere e farsi capire da tutti, come diceva il grande Indro Montanelli. A Città di Castello, dove abitava dal ’60 con la sua famiglia e nella sua Gubbio (sempre con la Festa dei Ceri nel cuore), Lanfranco Rosati ha tirato su generazioni di giornalisti, giovani volenterosi con il sogno di un mestiere che poi è diventato il lavoro principale ed il sostegno della vita per alcuni. Una vera e propria scuola tifernate ed eugubina è cresciuta con lui assieme ad altri “maestri” e punto di riferimento anche ora per tanti di noi come Sergio e Fabio Pelosi, Eliana Pirazzoli, Pasquale Baruffi, Elio Vagnoni, Vincenzo Niccolini, Massimo Zangarelli, Paolo Puletti, Francobaldo e Gianni Chiocci e tanti altri che dei suoi consigli ed insegnamenti hanno fatto tesoro avendo sempre al centro etica, deontologia, rispetto del prossimo, dei lettori e senso della notizia. Caro Lanfranco ci hai insegnato tu a credere, ed è così, che la notizia, la curiosità è il sale del nostro mestiere, il più bello e affascinante che ci sia. Oggi però la notizia della tua scomparsa la raccontiamo, con il dovere del cronista e della necessità di informare, più che con la tastiera e con un freddo invio, con il cuore gonfio di dolore e con il cordoglio che estendiamo alla tua famiglia, la moglie Marcella, i figli Mario, Agnese e Rita e tutti coloro e sono tanti che ti hanno voluto bene. Ciao Lanfranco, ti ricorderemo sempre.

I giornalisti tifernati.

 

SCOMPARSA DEL PROF. LANFRANCO ROSATI, IL CORDOGLIO DEL SINDACO EUGUBINO STIRATI

“Un uomo di grande cultura, dall’instancabile impegno didattico ed educativo, ma anche un grande amico, una persona squisita che oggi saluto con profondo dolore e affetto”: così il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, esprime il cordoglio personale e di tutta la città per la perdita di Lanfranco Rosati, eugubino di nascita, docente universitario e Rettore Magnifico dell’Università e-Campus sin dalla sua fondazione.

Rosati, scomparso nelle prime ore della mattinata di domenica 14 giugno nella sua abitazione di Città di Castello all’età di 82 anni, era stato docente della Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Siena sotto la prestigiosa guida di Mario Mencarelli, uno dei più importanti studiosi internazionali di area pedagogica. Dal 1995 fu professore ordinario di Didattica generale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Perugia e fu anche delegato italiano al Consiglio di Europa dal 1972 al 1975. Grande uomo di cultura, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, con centinaia di pubblicazioni e innumerevoli conferenze tenute in Italia e all’estero, Rosati fu anche molto attento alla formazione dei suoi collaboratori e dei suoi studenti, tanto da dar vita a una vera e propria rete di studiosi in tutta Italia, riconosciuta dalla comunità internazionale, sul tema della didattica della cultura. Direttore scientifico del Centro interregionale di studi e di ricerche sulla civiltà appenninica e condirettore della rivista Educazione Permanente, collaborò negli anni con moltissime riviste a tema educativo. Fondatore e direttore scientifico del laboratorio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo perugino, è stato anche direttore dell’Istituto di Pedagogia della Facoltà.

“La notizia della scomparsa di Lanfranco Rosati – sottolinea il sindaco Stirati – segna tristemente tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo. Uomo garbato, raffinato, colto, dal forte senso di appartenenza alla comunità eugubina, che non ha mai smesso di amare e frequentare, Lanfranco era per me e per la mia famiglia anche un amico. Alla moglie Marcella Massa e ai figli Agnese, Rita e Mario, vanno le più sentite condoglianze mie e di tutta la città di Gubbio”.