13 Lug 2026
PERUGIA – Si sono conclusi gli incontri di MATRIA, il laboratorio interculturale organizzato da Smascherati! APS, con l’Associazione Coraggio APS di Perugia. Il percorso, articolato in un ciclo di nove appuntamenti svoltisi tra il 15 aprile e il 10 giugno 2026, ha trovato la sua cornice ideale presso la sala formazione di CESVOL Umbria, uno spazio che si è confermato strategico per favorire l’apprendimento, la condivisione e l’accoglienza. Ad animare e guidare le attività è stata un’équipe specializzata composta da tre figure professionali: una conduttrice, una mediatrice linguistico-culturale e un’educatrice.
Il laboratorio ha registrato l’adesione di 20 donne provenienti da ben undici paesi differenti (Cina, Colombia, Costa d’Avorio, Iraq, Italia, Messico, Nigeria, Senegal, Somalia, Tunisia e Stati Uniti), delineando un mosaico umano e culturale straordinariamente ricco. La partecipazione è rimasta costante per l’intera durata del progetto, sostenuta anche da una preziosa sinergia territoriale: grazie alla collaborazione con il progetto “Umbria Legale e Sicura”, gestito da CIDIS Umbria, le partecipanti hanno beneficiato di voucher trasporto. Questa misura ha garantito loro piena autonomia di movimento dalle rispettive residenze, permettendo non solo la presenza a MATRIA, ma anche l’accesso ad altre attività sul territorio.
L’intercettazione delle beneficiarie è stata il frutto di un’accurata azione di comunicazione mirata, sviluppatasi attraverso messaggi privati, incontri sul campo con le operatrici dei centri e momenti di presentazione diretta alle donne per illustrare le finalità del laboratorio. Per facilitare il flusso informativo è stato attivato sin da subito un gruppo WhatsApp che, in breve tempo, ha superato la sua funzione puramente logistica: lo strumento si è trasformato in uno spazio virtuale vivo e attivo, utilizzato dalle partecipanti per scambiarsi foto, informazioni e organizzare momenti di socialità extra-laboratoriale. Una rete di supporto che si mantiene solida e attiva anche dopo la conclusione ufficiale del progetto.
Dal punto di vista metodologico, MATRIA ha fatto proprio l’approccio trentennale dell’associazione Smascherati: un modello basato sulla creazione di spazi sicuri, giochi sulle emozioni e sulla fiducia, sul lavoro corporeo e spaziale volto alla narrazione di sé, senza dimenticare la valorizzazione delle lingue d’origine e l’apprendimento dell’italiano in chiave giocosa e informale. Grazie a questo impianto, le partecipanti hanno potuto sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità.
Il superamento delle barriere linguistiche è diventato esso stesso un momento di inclusione e cooperazione: al lavoro della mediatrice – che ha supportato il gruppo traducendo in inglese, francese e spagnolo – si è affiancato l’aiuto spontaneo di alcune partecipanti, improvvisatesi traduttrici in arabo, curdo e cinese. In questo clima è nato un profondo senso di comunità. Le donne hanno condiviso storie personali legate alla migrazione, alle difficoltà del quotidiano in Italia – spesso vissute come madri single con famiglie numerose – e alla nostalgia di casa.
Nonostante l’immersione in vissuti a volte dolorosi, l’atmosfera delle sessioni è sempre rimasta gioiosa e scandita da canti, musica, danze e risate. “È stato bello stare insieme” è la frase, semplice ma densa di significato, pronunciata a più riprese da una delle presenti: un’espressione che riassume il bisogno profondo di socialità, svago e leggerezza. Il percorso ha inoltre permesso anche alle personalità inizialmente più timide o restie di mettersi in gioco, esprimendo liberamente i propri talenti.
Il valore del legame creato è emerso chiaramente durante l’ultimo incontro, dedicato allo scambio di un dono simbolico. In questa occasione, una partecipante cinese ha voluto congedarsi unendo le mani nel saluto tradizionale: “Questo gesto simboleggia rispetto, amicizia e buoni auguri. Anche se oggi ci separiamo e andiamo in luoghi diversi, speriamo di poterci incontrare di nuovo un giorno, ovunque nel mondo”, ha dichiarato. La qualità delle relazioni è stata preservata anche grazie al momento di confronto informale previsto al termine di ogni sessione, una parentesi destrutturata fondamentale per esprimere liberamente emozioni e riflessioni, che ha solidificato la fiducia reciproca.
Un pilastro logistico e sociale dell’iniziativa è stato la predisposizione di uno spazio dedicato all’infanzia. La presenza di un’educatrice professionale ha consentito alle madri di concentrarsi pienamente sulle attività in sala formazione, sapendo i propri figli al sicuro in un’area protetta e stimolante.
Il percorso si è arricchito infine di significative esperienze collaterali. Le partecipanti hanno preso parte alle attività del progetto Erasmus+ “STORIES OF STRENGTH”, focalizzato sull’empowerment femminile attraverso la scrittura creativa e autobiografica per promuovere autostima e dialogo interculturale. A coronamento del percorso, il 22 giugno 2026, le beneficiarie e le operatrici hanno assistito insieme allo spettacolo “BUBBLE – gioco scenico di varia umanità”, messo in scena dai laboratori Human Beings e Teatro Rifugio, suggellando un’esperienza di crescita collettiva e cittadinanza attiva.