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STOP PRECAUZIONALE ALLE VISITE DEI FAMILIARI AGLI OSPITI DELLA “MUZI BETTI” – ALL’OSPEDALE TIFERNATE I POSTI DEL REPARTO COVID PASSERANNO DA 14 A 24

STOP PRECAUZIONALE ALLE VISITE DEI FAMILIARI AGLI OSPITI DELLA “MUZI BETTI” – ALL’OSPEDALE TIFERNATE I POSTI DEL REPARTO COVID PASSERANNO DA 14 A 24

CITTÀ DI CASTELLO – “Nel corso della giornata di mercoledì ci sono stati 3 nuovi positivi, ma anche dei guariti, per cui il totale dei positivi a Città di Castello è di 20 residenti più un domiciliato”. Il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato così nel pomeriggio del 15 ottobre la situazione dell’emergenza da Covid-19, precisando che “nessuna delle persone in questione è ricoverata in ospedale, sono tutte in isolamento domiciliare: i tifernati nelle proprie residenze, le persone che hanno la residenza a Città di Castello ma che non avevano la possibilità di vivere in isolamento nella propria abitazione, nella gran parte dei casi persone straniere, sono a Villa Muzi”.

“Il dato di oggi – prosegue Bacchetta – continua a non essere negativo, a fronte di una crescita delle positività in Umbria che è molto, molto forte. Se nella prima ondata l’Umbria era stata un po’ ai margini del fenomeno Covid, oggi è purtroppo investita a tutto tondo da questa nuova ondata di positività. Città di Castello è una specie di isola, con soli 20 residenti positivi, mentre il contesto regionale nel quale ci muoviamo parla di 439 positivi a Perugia, di 196 a Terni, di 77 a Bastia, che è una città di 20.000 abitanti, di 65 ad Assisi, altra città di 20.000 abitanti, di 64 a Foligno, di 61 a Corciano, di 55 a Magione, di 49 a Passignano sul Trasimeno, di 44 a Spoleto, che è abbastanza simile a Città di Castello come numero di abitanti, di 42 a Gubbio, cioè il doppio dei nostri nonostante abbia 30.000 abitanti, quindi 10.000 in meno, di 37 a Narni, di 34 a Sangemini, di 31 a Marsciano e di 27 a Tuoro sul Trasimeno”. “Sono dati – sottolinea il sindaco – che dimostrano come la situazione di oggi sia diversa nella nostra regione, molto peggiore di quella di marzo e aprile: ecco perché continuo a lanciare un appello al grande senso di responsabilità ed ecco perché, purtroppo, siamo costretti a prendere anche alcuni provvedimenti sgradevoli ed impopolari. Il numero molto basso di positivi a Città di Castello infatti non vuol dire nulla, perché siamo in una regione che ha un numero di positivi oggi molto consistente, anche se meno gravi di quanto accadeva nella scorsa primavera e con molti meno deceduti, che sono un paio mentre da noi nessuno rispetto al numero molto alto che invece c’era stato nella primavera scorsa”.

“Dobbiamo però sicuramente tenere la guardia molto alta – ammonisce Bacchetta –  perché vivendo in un contesto regionale piuttosto piccolo, nel quale le relazioni sia professionali che umane sono intense, ed essendo circondati da città con un numero di positivi molto alto, è ovvio che prima o poi potrebbe verificarsi una crescita di numeri anche nella nostra città”.

In questo contesto Bacchetta ha condiviso una valutazione sulla situazione attuale: “Nella primissima fase di questa seconda ondata – spiega-  quasi tutti i nuovi positivi a Città di Castello erano persone di origine straniera, dell’Est europeo in particolare, mentre in quest’ultimissima fase, pur con numeri molto bassi, le nuove positività invece sono nostre, sono tifernati, soprattutto di giovani ed in alcuni casi giovanissimi, quindi una tipologia completamente cambiata rispetto a marzo e aprile, con caratteristiche diverse, ma che va attentamente monitorata”.

“Speriamo –  questo l’auspicio del primo cittadino – di continuare ad avere un trend rassicurante e circoscritto, nel quale la catena epidemiologica viene ricostruita con grande capacità professionale da parte dell’Usl Umbria 1, che sta continuando i tamponi in Via Vasari, come è ovvio e giusto che sia”.

Il sindaco dà poi conto delle misure adottate nella residenza protetta Muzi Betti: “Qui – comunica – nelle settimane scorse è stato fatto un esame sierologico a tutti gli operatori, che ha dato esito negativo. Ovviamente alla “Muzi Betti” la guardia deve essere molto alta, perché ospita 90 persone anziane e per questo l’Usl Umbria 1, di concerto con il consiglio di amministrazione della struttura, ha stabilito che sono sospese di nuovo le visite agli ospiti della residenza sanitaria assistita da parte dei familiari, che possono comunque vedere i propri congiunti attraverso le vetrate e comunicare in qualche modo con loro, ma senza entrare. È un fatto che dispiace molto, un altro sacrificio che però non si può evitare proprio perché, come tutti sanno, gli ospiti della “Muzi Betti” sono persone particolarmente esposte al rischio, essendo tutte molto anziane, e quest’ulteriore disposizione è finalizzata ad una scelta di grande prudenza e grande responsabilità, che noi condividiamo molto. Ringrazio il  consiglio di amministrazione della “Muzi Betti” e i dipendenti, perché stanno facendo un grande lavoro in un momento veramente difficile. La “Muzi Betti” fino ad oggi non ha avuto alcun positivo e questa è stata una grande vittoria della nostra comunità, dovuta forse anche ad un po’ di fortuna, perché nelle residenze sanitarie assistite la problematica di eventuali contagi è più drammatica che altrove”.

 

Bacchetta ha quindi annunciato che che “il reparto Covid dell’ospedale di Città di Castello verrà ulteriormente rafforzato dietro ad una nostra richiesta che è stata recepita e condivisa”. “I posti letto – ha chiarito – erano fino ad oggi 14, quasi tutti occupati da cittadini umbri non residenti a Città di Castello perché è chiaro che in questi casi deve scattare la solidarietà, e verranno portati presumibilmente a 24, quindi con un aumento consistente. È molto importante che vi sia una fase organizzativa di prevenzione che precede eventuali crescite di contagi, perché è chiaro che avere reparti Covid dedicati con un numero di posti letto consistenti, senza che creino problemi alle altre attività sanitarie ordinarie, è un grande vantaggio per la nostra comunità, in modo che chi dovesse ricoverarsi all’ospedale lo possa fare a Città di Castello, piuttosto che altrove”.

Bacchetta ha quindi concluso con un appello: “Invito alla massima prudenza ed al massimo senso di responsabilità, ad indossare le mascherine, perché fin quando non avremo il vaccino è chiaro che vivremo in una situazione di emergenza”.

 

LINK VIDEO PER DICHIARAZIONE DEL SINDACO LUCIANO BACCHETTA SULL’EMERGENZA DA COVID-19:

https://cloud.comune.cittadicastello.pg.it/index.php/s/R4fpeHjpbXkzNjf