29 Giu 2021
CITTÀ DI CASTELLO – Organizzata dal Comitato Ripristino Badia Petroia Odv, domenica 19 giugno si è svolta la manifestazione “Una giornata per Badia”. Nell’ambito della stessa, in mattinata, nel Giardino di Badia, si è tenuto un incontro promosso dal sodalizio, coadiuvato dal sindaco tifernate luciano Bacchetta. Oltre al direttivo del Comitato ed al sindaco, erano presenti numerose personalità del mondo politico e religioso e del panorama associativo locale, tra cui il vicesindaco luca Secondi, l’onorevole Walter Verini, l’assessore Vincenzo Tofanelli, il consigliere regionale Michele Bettarelli, il consigliere provinciale Andrea Lignani Marchesani, il vescovo Mons. Domenico Cancian, l’economo diocesano Gian Franco Scarabottini, don Adolfo Vichi, gli ing. Anselmi e Naticchioni ed il presidente della Pro Loco Badia Petroia Giacinta Marroni.
Nei loro interventi tutti si sono dimostrati disponibili a collaborare insieme: dalla riunione è emersa la possibilità di risolvere la questione legata alla parte sinistra dell’abbazia, che andrà verificata nella sua fattibilità legale ed economica per la Diocesi attraverso la “regia” del Comune di Città di Castello.
Il Comitato Ripristino Badia Petroia Odv è stato creato nel 2020 con lo scopo “di ripristinare le piene potenzialità di fruibilità culturale, sociale e turistica dell’ex abbazia di Badia Petroia e delle strutture ed infrastrutture ad essa connesse a beneficio della collettività” (dallo Statuto associativo).
L’ABBAZIA
L’abbazia benedettina di Santa Maria e Sant’Egidio di Badia Petroia venne fondata nel X secolo per volere del marchese Ugo di Suppone, capostipite della famiglia dei Marchesi del Monte Santa Maria, beneficiari e protettori dell’abbazia fino al XV secolo.
Del complesso monastico rimane la meravigliosa chiesa, collocabile nella prima metà dell’XI secolo, che presenta elementi architettonici di influsso ravennate.
Oggi è ad aula unica, ridotta alle ultime tre campate; le prime quattro sono prive di copertura e presentano, nella parte destra, massicci pilastri ottagonali. Di notevole interesse è la cripta triabsidata, voltata a crociera e divisa in navatelle. Nell’attuale facciata e all’interno della chiesa sono reimpiegate formelle fittili e lapidee di diversa datazione (un vero e proprio unicum nel loro genere), che presentano elementi stilistici riconducibili alle arti minori orientali.