“VERITÀ SU RICCARDO” – NASCE IL COMITATO PER LA LIBERAZIONE DEL FOTOGRAFO CASTIGLIONESE RICCARDO CAPECCHI

“VERITÀ SU RICCARDO” – NASCE IL COMITATO PER LA LIBERAZIONE DEL FOTOGRAFO CASTIGLIONESE RICCARDO CAPECCHI

19 Feb 2021

CASTIGLIONE DEL LAGO – È nato nei giorni scorsi un comitato composto da amici e parenti di Riccardo Capecchi, il fotografo di Castiglione del Lago al centro di una drammatica vicenda giudiziaria in Perù iniziata nel maggio 2019.

Il comitato “Verità su Riccardo”, coordinato dal consigliere comunale castiglionese Paolo Brancaleoni, ha deciso di aprire un gruppo su Facebook che in pochi giorni ha raggiunto quasi 2.000 membri ed è in continua crescita di adesioni, per coordinare al meglio le iniziative di supporto alla causa.

Sono coinvolti i Consigli comunali di Castiglione del Lago e Magione, che hanno inserito un ordine del giorno di sostegno per chiedere la massima attenzione e il pieno coinvolgimento, a tutti i livelli, delle autorità italiane, diplomatiche e di governo.

Dal 16 febbraio a Palazzo della Corgna, sede del municipio di Castiglione del Lago, è affisso un grande striscione con il volto di Riccardo Capecchi e la scritta “Verità su Riccardo”: sono intervenuti Matteo Burico (sindaco di Castiglione del Lago) e Giacomo Chiodini (sindaco di Magione), che hanno portato ai genitori ed al fratello il saluto delle rispettive comunità.

 

La vicenda

Riccardo ad inizio 2019 viene contattato da un imprenditore per realizzare un reportage fotografico in Perù. Ad aprile, poco prima della partenza, per risparmiare sul budget gli viene chiesto di intestarsi uno dei 4 automezzi da utilizzare per il progetto, per questioni assicurative ed anche per ridurre i costi degli autisti. Riccardo era tranquillo e felice di fare questa bella esperienza professionale: l’unico problema era dato dal fatto che aveva un automezzo a suo nome che avrebbe dovuto viaggiare insieme ai connazionali del gruppo. Il gruppo viene improvvisamente arrestato dalla polizia peruviana con l’accusa di traffico di stupefacenti ma, al momento dell’arresto, Riccardo non è con loro. In un primo momento Riccardo era stato chiamato come testimone poi, dopo diversi giorni, arrestato ed ingiustamente detenuto. Successivamente, vista l’inconsistenza degli indizi a suo carico, Riccardo viene rilasciato ma a marzo del 2020, a causa dell’inizio della pandemia Covid-19, rimane bloccato in Perù. Nel frattempo il nuovo magistrato, che ha sostituito chi ha inizialmente condotto le indagini, ha purtroppo chiesto la revisione della decisione di proscioglimento per Riccardo. A breve il giudice per le indagini preliminari si dovrà pronunciare se lasciarlo libero oppure rinviarlo a giudizio.

Il comitato “Verità su Riccardo” chiede che sia lasciato libero e “che faccia subito rientro in Italia dalla sua famiglia e dalla sua fidanzata, dopo quasi 2 anni di forzata permanenza in Perù, un Paese lontano e con una giustizia molto diversa dalla nostra”. Il comitato ha fatto partire una raccolta firme in molti esercizi commerciali di Castiglione e di Magione ed una petizione online su “Change.org”.