ZeroPerCento, il food market etico che forma le persone con disabilità intellettiva. Un’impresa al femminile, anti disoccupazione per disabili e per giovani

ZeroPerCento, il food market etico che forma le persone con disabilità intellettiva. Un’impresa al femminile, anti disoccupazione per disabili e per giovani

3 Gen 2021

ZeroPerCento , un food market etico al femminile, nato da un’idea della fondatrice Teresa Scorza e di Paola Maisto della cooperativa sociale Namastè. Apre il loro negozio, a Milano. Obiettivo: dare una prima occupazione a disabili per inserirli nel mondo lavorativo, ma anche offrire adeguata formazione ai giovani per un nuovo impiego.

 

Si tratta quindi di un’impresa al femminile, il primo passo di ZeroPerCento è stata una bottega nel quartiere di Niguarda, a Milano. Un piccolo spazio di 40 metri quadri nato per dare un lavoro a persone con disabilità intellettiva da tempo disoccupate. Poi il modello virtuoso ha funzionato e alla fine di novembre, in pieno lockdown, è arrivato il secondo punto vendita di ZeroPerCento. E’ in via Signorelli, nel quartiere cinese, è un grande open space che si sviluppa in modo inizialmente non immaginabile.

 

Tra i banchi ci sono frutta e verdura, granaglie, ma anche un reparto dedicato alla cosmesi naturale, e agli accessori per la casa selezionati tra piccole aziende agricole e cooperative sociali. Inoltre un grande assortimento di prodotti sfusi provenienti da una filiera certificata, rispettosa dell’ambiente e del lavoro dell’uomo. ZeroPerCento, la fondatrice Teresa Scorza ha una laurea in economia e anni di coordinamento di progetti sociali alle spalle. Paola Maisto della cooperativa sociale Namastè è una educatrice. Intendono quindi dare un primo lavoro a chi aveva più difficoltà a trovarlo, ma anche offrire un percorso di formazione per i giovani. “Di disabilità e inserimento lavorativo non si parla ancora abbastanza, spesso è un compito delegato alle cooperative e al terzo settore, ma in realtà sarebbe una responsabilità della collettività, non solo delle aziende con più di quindici dipendenti, che sono obbligate per legge. È un argomento che ancora spaventa molto”.

 


Poter finalmente avere un’opportunità, iniziare a lavorare con l’obiettivo di trovare un impiego fisso, fa aumentare l’autostima e fa sentire parte di un gruppo. ZeroPerCento, Scorza spiega che nelle nostre botteghe si impara a vendere, ma anche a capire il prodotto, a spiegarlo al cliente, a tenere tutto a norma. Insegniamo anche a gestire le relazioni, come ci si rapporta con il titolare del negozio, con i colleghi, con i clienti. Vogliamo aiutare i nostri beneficiari a ritrovare la fiducia, molti di loro hanno avuto insegnanti di sostegno e sono state spesso etichettate come diversi. A volte anche le persone che sembrerebbero più complicate da reinserire, a cui pensi che non riuscirai a trovare una collocazione, nel lungo periodo fanno progressi sorprendenti. C’era un signore di cinquant’anni che aveva perso il lavoro da molti anni ed era andato in depressione, dopo nove mesi da noi è riuscito a ricollocarsi nella GDO. Ma non è dovuto a noi, ma a qualcuno che gli ha dato fiducia quando nessuno per l’età, la disabilità e il fatto che fosse fermo da un po’ gli dava un’opportunità. Avere una possibilità l’ha fatto rinascere”.

 


L’energia del food market etico milanese pervade gli spazi, avvicina le persone, ma anche i quartieri e le comunità che stanno tutto intorno. Dai buoni progetti nascono buone pratiche. La fondatrice di ZeroPerCento afferma chela cosa bella del nostro progetto è che, da cliente del negozio, sei obbligato a rapportarti con una persona che ha i suoi tempi e i suoi ritmi, magari lavora qui da poco tempo, insomma, devi stare un po’ al gioco. Ho notato che la prima reazione di chi entra è lo stupore. Poi, piano piano, le persone capiscono il valore che c’è dietro, il fatto che con un semplice acquisto si possa realmente fare la differenza. Così, nelle due botteghe, succede spesso che i clienti si leghino ai dipendenti e poi quando trovano lavoro, capita che li seguano e li vadano a trovare. Così si crea un legame di comunità: oltre all’acquisto in sé, c’è la consapevolezza di fare parte di qualcosa di più significativo”.

 

I contatti di ZeroPerCento :                      Sito web  https://zeropercento.org/  , email  info@zeropercento.org  .

Michele Baldoni