Il calendario dai boccioli rosa / Ass. AmArte

Il calendario dai boccioli rosa / Ass. AmArte

11 Set 2019

Goccie ; 16

testi di Moira Mariotti, illustrazioni Silvia M.

È un incontro a tre voci quello proposto in questo libro. Tre personalità si incontrano. Quella delle autrici – le loro poesie, i loro quadri – con quella di chi sfoglia, legge, osserva.
I dipinti offrono l’incontro con un mondo animale dai caratteri chiari, evocativi, dalla bellezza e dalla fierezza della propria identità mai equivoca, bensì chiara, limpida, trasparente. Le poesie conducono in spazi interiori dove la relazione con quello che si è, si prova, si vive è fermata e raccontata senza fronzoli né adulazioni. Non v’è ricerca di appagamento in senso estetico, bensì un esplorarsi per cogliere quelle verità che rendono l’esserci un fatto unico, dunque prezioso di per sé, e relazionale, anche se vissuto in solitaria intimità. Chi legge, attraverso il proprio sguardo, il proprio sentire, riceve l’invito a sostare negli stati d’animo evocati da questo ingresso in un mondo di immagini nette, poetiche di per sé, dipinte o scritte che siano. L’invito è a fermarsi negli stati evocativi che più aggradano o di cui più si necessita, si ambisce o si brama, forse senza averne consapevole coscienza.

L’arte espressiva questo dovrebbe fare: condurci là dove da soli faremmo fatica a inoltrarci, luoghi di per sé già nostri, caratterizzanti, eppure poco esplorati, misconosciuti se non del tutto taciuti, per paura della complessità, della ferinità di certe emozioni o solo di scoprirci altro da quel che in questo frangente appariamo a noi stessi, agli altri.
Ecco allora che l’incontro avrà il tono e il tocco che il nostro animo vorrà imprimergli e sarà pregno di quello che oggi siamo, vogliamo, siamo disposti a cedere, o a prendere. Domani sarà diverso, poi più in là sarà ancora altro.

Un libro da non mangiare tutto assieme in una volta, ma da tenere lì per compagnia discreta, per un istante da riempire d’altro, per uno sguardo altrove, quando non avremo finestre per spaziare un poco al di là del muro… del consueto.