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CONFERENZA “LA GEOLOGIA DEI MARI ITALIANI”

Gubbio - 8 Ott 2020
CONFERENZA “LA GEOLOGIA DEI MARI ITALIANI”

GUBBIO – Nell’ambito dell’8^ “Settimana del Pianeta Terra”, venerdì 9 ottobre alle ore 18,30, nella sala Refettorio della Biblioteca Sperelliana, si terrà la conferenza “La geologia dei mari italiani”, con la partecipazione del prof. Francesco Latino Chiocci, ordinario di Geologia marina all’Università “La Sapienza” di Roma (prenotazione obbligatoria – tel. 075/9237632)

Il prof. Francesco Latino Chiocci, originario di Gubbio, è uno dei massimi esperti mondiali della geologia del Mar Mediterraneo, avendo diretto numerose crociere oceanografiche e coordinato rilevanti progetti di ricerca internazionali.

Durante la conferenza presenterà alcuni risultati delle ricerche scientifiche condotte nei mari italiani da ricercatori universitari e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. Verranno illustrati, in chiave divulgativa, studi che riguardano i georischi, le georisorse dei mari che circondano la penisola italiana attraverso la ricostruzione degli eventi geologici che hanno portato alla strutturazione dell’ambiente in cui viviamo.

La vera “terra incognita” degli antichi non si trova al di là delle Colonne d’Ercole ma sotto il livello del mare. La geologia marina cerca di illuminare questo mondo ignoto, rivelando lineamenti e processi ancora poco conosciuti. Le moderne tecnologie di indagine e di studio ci rivelano via via mondi sconosciuti, tutti da comprendere, anche per il ruolo sempre maggiore che il mare avrà nel prossimo futuro.

Il mare e le sue coste rappresentano un’importante risorsa sociale ed economica, basti pensare al turismo balneare. La gestione delle coste è complessa e verranno presentati esempi di utilizzo di antiche spiagge fossili sottomarine che possono essere dragate per ricostruire i litorali in erosione (Lazio, Toscana, Puglia, Abruzzo), di grandi fuoriuscite di metano naturale dal sottofondo, che producono vulcani di fango (arcipelago toscano) o fuoriuscite di anidride carbonica che ospitano ecosistemi chemiosintetici tutti da caratterizzare e potenzialmente da sfruttare a fini biotecnologici (Isole Pontine e Lago di Pantelleria).

Tra i rischi naturali geologici nei mari, vanno ricordate le frane sottomarine in grado di generare maremoti sia in tempi recenti (Gioia Tauro 1977, Stromboli 2002) o nel passato remoto (Scilla 1783); oppure testimonianze di enormi collassi vulcanici nel passato (Isola d’Ischia) o in corso (Etna), la scoperta di estesi campi di coni sottomarini in grado di produrre palloni di lava gonfi d’aria che arrivano fino in superficie (Pantelleria 1891, Azzorre 2000). La subsidenza con l’abbassamento del suolo in alcune zone costiere, lascia presagire scenari di inondazione nel corso dei prossimi decenni (Lipari). Infine un altro rischio ambientale è rappresentato dai grandi canyon sottomarini in grado di trasportare enormi quantità di rifiuti direttamente dalle fiumare siciliane e calabresi fino alle grandi profondità abissali, con la concentrazione di detriti più alta mai osservata al mondo.

La geologia marina permette anche di ricostruire l’evoluzione del livello marino nel corso del tempo, con la scoperta di ampie zone, oggi sommerse, che evidenziano una risalita del livello del mare prodotta dall’ultima deglaciazione, la ricostruzione di siti neolitici (Pantelleria, 7.000 anni fa) e dei tempi di apertura di ponti continentali che hanno permesso ad esempio la colonizzazione della Sicilia da parte delle prime popolazioni umane (20.000 anni fa) o strutture archeologiche sui fondali del Tevere.

Insomma un viaggio in un mondo sconosciuto e affascinante che si sviluppa al di sotto della tavola blu.