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CORONAVIRUS, AL VIA UN’ALTRA INDAGINE SIEROLOGICA SUL TERRITORIO EUGUBINO 

Gubbio - 2 Lug 2020
CORONAVIRUS, AL VIA UN’ALTRA INDAGINE SIEROLOGICA SUL TERRITORIO EUGUBINO 

GUBBIO – Parte il 2 luglio e si protrarrà fino al 15 luglio la seconda ed ultima indagine sierologica che la Protezione Civile condurrà sul territorio eugubino: si tratta di un monitoraggio ad adesione volontaria e gratuita che sta coinvolgendo tutto il Paese, utile a capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi.

“Si tratta di test davvero utili ed importanti – spiega il sindaco Filippo Stirati – che ci aiutano a tenere d’occhio una situazione che non può ancora essere sottovalutata. Dobbiamo infatti continuare a tenere alta l’attenzione sul Coronavirus che, pur diminuito nella sua carica infettiva, continua a circolare. I 1.200 tamponi effettuati nelle scorse settimane a Gubbio, che abbiamo fortemente caldeggiato, sono stati già un traguardo importante ed ora abbiamo la possibilità, gratuita e volontaria, di fare un passo in più: effettuare un test sierologico al fine anzitutto di testare la propria positività o meno al Coronavirus, e poi di indirizzare politiche nazionali e regionali per modulare le misure di contenimento del contagio”.

L’indagine, voluta e realizzata da Ministero della Salute ed Istat in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, prevede una selezione a campione di persone che saranno contattate al telefono dai centri della Croce Rossa Italiana, dal numero 06-5510***. La telefonata servirà a fissare un appuntamento per il prelievo del sangue, dopodiché la Regione Umbria comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio eugubino.

Il sindaco sottolinea “l’importanza dell’adesione a questo monitoraggio, anche in considerazione del fatto che a seguito della prima indagine a Gubbio si è raggiunto poco meno del 50% del campione selezionato dall’Istat. Possiamo fare tanto, con un semplice sì che resterà anonimo. È importante anche questa volta fare la nostra parte in nome di un interesse più alto quale quello della salute di un intero Paese”.