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IMMAGINI E PAROLE NELLA MOSTRA “US@ROUND” DEL CAG (CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE)

Città di Castello - 12 Dic 2019
IMMAGINI E PAROLE NELLA MOSTRA “US@ROUND” DEL CAG (CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE)

“US@Round”: questo il titolo della mostra di parole ed immagini allestita in questi giorni nei locali del CAG (Centro di Aggregazione giovanile), realizzata dai circa 130 ragazzi tra i 14 ed i 24 anni che lo frequentano.

 

“La mostra – spiega uno ragazzi più assidui della struttura, gestita dalla Cooperativa sociale “La Rondine” per conto dell’Amministrazione comunale e che lavora soprattutto sulla prevenzione – unisce foto a frasi e vuole rappresentare la nostra famiglia CAG.2, come ci piace chiamarci. Tutto è nato il pomeriggio in cui, insieme agli educatori, abbiamo deciso di fotografare quello che ci circonda ogni giorno al centro. Da qui gli scatti più rappresentativi sono stati stampati e corredati da un pensiero, una suggestione o una riflessione”

 

“La realtà del Centro di Aggregazione di Via dei Galanti, in centro storico per una scelta ben precisa – commenta l’assessore alle politiche sociali Luciana Bassini – è quella di circa 40 giovani che quotidianamente orbitano intorno alla sua sede e ad attività che coltivano la relazione, la crescita della persona e l’espressione libera, come la mostra conferma, offrendo uno scorcio significativo su ciò che i ragazzi vedono e pensano”.

 

All’inaugurazione era presente anche il presidente della Cooperativa sociale “La Rondine” Luciano Veschi, per il quale “il CAG è un servizio dove le parole d’ordine sono sperimentare, prevenire e promuovere. Cerchiamo di condividere il più possibile insieme ai ragazzi la ricerca di senso e significato, ascoltandoli ed accompagnandoli nel cammino del diventare adulti, infondendo coraggio anziché paure, garantendo loro il diritto di sbagliare insieme alla pretesa dell’impegno, per diventare cittadini responsabili”.

 

“Puntare sulla partecipazione giovanile – aggiunge Marco Romanelli, responsabile della Cooperativa – non è facile, ma siamo impegnati nella costruzione dell’identità personale anche attraverso la costruzione di un gruppo e per estensione di quella del pezzo di comunità in cui si è inseriti. La metodologia di intervento è di conseguenza quella dell’animazione socioculturale, caratterizzata da un lavoro per progetti e che propone uno stare insieme per fare insieme. Finora sta funzionando e la mostra rivela molto di quanto i ragazzi vivano ed esprimano se stessi qui dentro”.

 

All’inaugurazione erano presenti anche Lorenzo Melelli (vicesindaco di Monte Santa Maria Tiberina), Giuliana Zerbato (dirigente settore Servizi sociali), l’equipe dell’Ufficio di Cittadinanza, la referente delle politiche giovanili Cristina Grilli e l’equipe degli educatori della Cooperativa sociale “La Rondine”.