LA PROVINCIA RIPRISTINA LA TARGA COMMEMORATIVA A 23 DONNE PARTIGIANE POSTA SULLE MURA DELL’EX CARCERE FEMMINILE DI PERUGIA

LA PROVINCIA RIPRISTINA LA TARGA COMMEMORATIVA A 23 DONNE PARTIGIANE POSTA SULLE MURA DELL’EX CARCERE FEMMINILE DI PERUGIA

27 Gen 2021

PERUGIA – La Provincia di Perugia ripristina la targa commemorativa a ricordo delle donne perseguitate politiche posta sulle mura dell’ex carcere femminile di Perugia: lo fa ora rispettando le regole anti Covid, ma riservandosi di organizzare una vera e propria cerimonia quando possibile.

La Provincia di Perugia, su segnalazione dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) e dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), è venuta a conoscenza del grave danneggiamento della targa commemorativa dedicata alle donne perseguitate politiche posta sulle mura dell’ex carcere femminile di Perugia nel 1979 per volontà dell’amministrazione provinciale.

L’iscrizione apposta sulla lapide è la seguente:

“SACRIFICANDO LIBERTÀ E AFFETTI
LE CONDANNATE DAL TRIBUNALE SPECIALE
QUI RINSERRATE
NEL GELIDO SILENZIO DI QUESTE MURA TENEBROSE
CONTRIBUIRONO A RICONQUISTARE ALL’ITALIA
CONTRO L’ODIOSA DITTATURA FASCISTA
DEMOCRAZIA E INDIPENDENZA
ASSICURANDO INSIEME ALLE SUE DONNE
BUON TITOLO ALLA PARITÀ DEI DIRITTI
DA SEMPRE LORO NEGATA
PER SUSSEGUIRSI DI EPOCHE E DI CIVILTÀ
I CITTADINI DEMOCRATICI DI PERUGIA
RICONOSCENTI
NE AFFIDANO LA MEMORIA E L’INSEGNAMENTO
ALLE GIOVANI GENERAZIONI
PROVINCIA DI PERUGIA
A.N.P.P.I.A
7 OTTOBRE 1979

RIPRISTINATA DALLA PROVINCIA DI PERUGIA E DALL’A.N.P.P.I.A. IN DATA 26 GENNAIO 2021.

 

Alla cerimonia hanno partecipato:

Erika Borghesi in rappresentanza della Provincia di Perugia

Chiara Armenia Viceprefetto vicario

Edi Cicchi assessore alle pari opportunità del Comune di Perugia

Alberto Stella e Carlo Chianelli iscritti ANPPIA

Francesca Candori docente Università di Perugia

Fulvio Brillo dirigente aggiunto di Polizia Penitenziale del nuovo complesso Perugia-Capanne.

 

Le parole di Erika Borghesi:

“Clara Balboni, Anna Bazzini, Adele Bei, Maria Bernetich, Anna Bessone, Francesca Vera Ciceri Invernizzi, Cesira Fiori, Lea Giaccaglia, Ergenite Gili, Lucia Gobetto, Antonia Logar, Rosa Messina, Lucia Olivo, Marcellina Oriani, Anna Pavignano, Maria Maddalena Pizzato, Anita Pusterla, Camilla Ravera, Giorgina Rossetti, Carmelina Succio, Iside Viana, Valeria Wachenhusen. Nel ricordo di queste donne – ha detto Erika Borghesi – condannate dal Tribunale Speciale tra il 1928 e il 1943 per avere svolto attività antifascista, il 7 ottobre 1979 fu scoperta una lapide affissa sul muro di cinta del carcere di Perugia, dove erano state detenute. Tutti dobbiamo essere grati a queste donne 23 donne eroiche del Partito Comunista, che lottarono contro il fascismo. Tra queste, alcune dopo il carcere intrapresero l’impegno politico. Le donne antifasciste condannate dal Tribunale Speciale, in tutt’Italia, dal 1927 al 1943, furono 161”.

 

Le parole dei partecipanti alla cerimonia

“Queste – ha detto Chiara Armenia – erano le prime lotte delle donne per la democrazia, la libertà e la parità di genere. L’ideale di donna fascista era quello di casalinga parsimoniosa e ignorante fattrice, silenziosa ombra del marito e madre dei futuri soldati da offrire alla Patria”.

Edi Cicchi ha sottolineato: “Quando si parla di guerra si pensa ad immagini al maschile, ma la guerra l’hanno fatta anche le donne lavorando con impegno nei campi e nelle case per sostenere gli uomini che erano al fronte”.

“L’Istituto Magistrale situato qui davanti – hanno ricordato Alberto Stella e Carlo Chianelli – è stato durante il fascismo il punto di raccolta degli ebrei che dopo furono portati ad Isola Maggiore. Anche sulle mura di questa scuola andrebbe apposta una targa in ricordo di questo momento”.