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SOLENNITÀ DEI SANTI FLORIDO ED AMANZIO, PATRONI DELLA DIOCESI DI CITTÀ DI CASTELLO

Città di Castello - 12 Nov 2019
SOLENNITÀ DEI SANTI FLORIDO ED AMANZIO, PATRONI DELLA DIOCESI DI CITTÀ DI CASTELLO

La comunità diocesana tifernate si accinge a celebrare la solennità dei Santi Patroni Florido, vescovo, ed Amanzio, sacerdote.

Martedì 12 novembre, in Cattedrale, alle ore 18 saranno celebrati i primi vespri solenni, cui seguirà alle ore 18,30 la S. Messa alle ore 18.30. Alle ore 21 si terrà invece la veglia dei giovani organizzata dalla Pastorale Giovanile.

Mercoledì 13 novembre , giorno della festa, S. Messe saranno celebrate nel Duomo inferiore dalle 8 alle 12, quindi alle ore 18 in Duomo ci sarà il pontificale presieduto dal vescovo Mons. Domenico Cancian.

 

Messaggio – invito del vescovo Mons. Domenico Cancian

Florido ed Amanzio sono riconosciuti come i Padri fondatori della Città e della Chiesa, distrutte da Totila. Vissero in un periodo storico di grande cambiamento: la decadenza alla fine dell’impero romano, le invasioni dei nuovi popoli, la distruzione e soprattutto la ricostruzione che segna l’inizio di una nuova epoca sociale, culturale ed ecclesiale. Loro, i nostri Patroni, ne sono stati protagonisti e come tali hanno qualcosa di interessante da suggerire anche a noi che stiamo vivendo un grande “cambiamento d’epoca”. Proprio in quel periodo così turbolento (VI secolo) si incontrarono con grandi Santi: con Sant’Ercolano vescovo di Perugia del cui martirio furono testimoni, con San Fortunato vescovo di Todi e perfino con il Papa San Gregorio Magno che li cita nei suoi Dialoghi. Ricordiamo infine che i nostri Santi erano nel pieno della loro giovinezza quando moriva San Benedetto, di cui avranno sentito la fama.

La festa dei Patroni quest’anno capita in un momento delicato e complesso a livello ecclesiale, sociale e politico. È in atto un grande cambiamento nella nostra regione, nel nostro Paese ed anche nel mondo. Un cambiamento che con ogni probabilità continuerà in maniera sempre più vertiginosa ed imprevedibile. Sono in atto processi accelerati di trasformazioni che dovremmo saper governare con sapiente responsabilità per volgerli verso una migliore umanizzazione, a partire dall’ecologia e dall’ambiente.

Dinanzi a questa situazione, quello che hanno fatto i nostri Patroni potrebbe rappresentare un suggerimento tutt’altro che devozionale e datato. Vedendo con i loro occhi le rovine della città, i nostri Santi non si sono limitati al lamento, alla rassegnazione e nemmeno hanno pensato a loro stessi, a ricostruire la propria abitazione. Loro si sono rimboccati le maniche ed hanno chiamato a raccolta la gente, realizzando tutti insieme una ricostruzione che ha fatto rifiorire la comunità civile e quella cristiana. Una reazione forte e positiva, un sussulto corale di intelligente coraggio che ha portato ad un cambiamento storico e culturale altamente positivo.

Richiamo infine quello che il Cardinal Bassetti ha ricordato l’altro ieri: “È l’ora di una nuova presenza in politica dei cristiani laici che perseguano il maggior bene possibile in dialogo con tutti, mettendo al centro il bene della persona, specie quella più fragile ed emarginata, della pace, della famiglia, dei giovani, dei poveri e dell’ambiente”. La fede non può non affrontare queste sfide decisive.